Quanto sono credibili gli exit-poll? C’è chi dubita della loro attendibilità, ma in linea di massima offrono anticipazioni prossime ai risultati definitivi delle urne. Così che quanto emerge dai dati forniti a pochi minuti dalla chiusura dei seggi è un quadro politico sostanzialmente immutato, con fisiologici spostamenti nelle percentuali, ma senza clamorosi cambiamenti. Il centrodestra, confermandosi lo schieramento vincente, riafferma la sua forza numerica ma al netto di crescite o tracolli di rilievo negli equilibri della coalizione.
Per dirlo in un altro modo, le Europee non cambiano gli assetti politici in Italia. A differenza di quanto successo per esempio in Francia dove l’avanzata della destra di Le Pen ha indotto il presidente Macron a sciogliere il Parlamento e convocare nuove elezioni. Insomma, da noi tanto rumore per nulla rispetto alle attese che prevedevano sfracelli elettorali in positivo per Giorgia Meloni che, sì, rimane la leader dell’alleanza di governo, guadagna un paio di punti (salvo conferme), ma non umilia né Lega né Forza Italia. Che, sempre secondo gli exit-poll, tengono botta e, soprattutto per quanto riguarda il partito di Salvni, smentiscono le più infauste previsioni. In conclusione, le Europee rafforzano il Governo e, fino a prova contraria, al di là dei sempre possibili colpi di scena, sono un elemento di stabilità. Ergo: gli italiani promuovono l’esecutivo Meloni.
Complessivamente quasi un esito gattopardesco: che tutto cambi affinché tutta rimanga come prima. Perlomeno rispetto a quanto sinora comunicato in via ufficiosa. Senza dimenticare le opposizioni, a cominciare dal Partito democratico fino ai Cinque Stelle, questi ultimi accreditati di un arretramento piuttosto significativo. Ma c’è già chi giustifica il risultato poco brillante con la scarsa affluenza alle urne degli elettori del Sud, tradizionale bacino elettorale dei pentastellati. E Renzi, e Calenda? Il primo dovrebbe aver raggiunto con il suo Stati Uniti d’Europa la fatidica soglia del 4 per cento, il secondo, a detta dei sondaggi, è ancora in bilico. Naturalmente le nostre sono considerazioni a caldo, suscettibili di variazioni in corso d’opera, sulla base dei dati finalmente ufficiali dei quozienti elettorali, che arriveranno soltanto all’alba di lunedì 10 giugno.
