Giorgetti verso la Commissione Ue? Il suo nome è tra quelli più spendibili

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Giancarlo Giorgetti nominato Ministro delle Finanze dell'anno

Giancarlo Giorgetti verso la Commissione dell’Unione Europea? Se ne parla con insistenza all’indomani della consultazione continentale e con l’avvio del confronto (per ora ufficioso) tra governi per la nomina del presidente e dei commissari. Trattative a cui l’Italia partecipa con una ritrovata posizione di forza dopo l’esito delle urne che ha consolidato l’esecutivo di Giorgia Meloni.

Ursula von der Leyen ha ancora le carte in mano, ma ha bisogno di appoggi sicuri per la sua eventuale riconferma al vertice dell’Unione. E la compagine europarlamentare di Fratelli d’Italia potrebbe rappresentare una garanzia, sempre che si raggiunga un’intesa che soddisfi Palazzo Chigi così che faccia poi votare la candidata del Ppe. Ma perché questo avvenga occorre che si verifichino alcune situazioni, cioè che vengano accolte le richieste di avere, per il nostro Paese, un vicepresidente operativo, con deleghe di sostanza. Per esempio Concorrenza o, addirittura, se verrà istituita, una delega per la Difesa, ritenuta basilare nell’attuale situazione geopolitica europea.

Tra i nomi in ballo c’è appunto quello di Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia, pronto, secondo i si dice, a trasferirsi a Bruxelles. Con lui è in gioco anche Elisabetta Belloni, capo del Dis (il dipartimento che controlla i Servizi) e responsabile dell’organizzazione e della sicurezza del G7 in Puglia.

Di Giorgetti in prospettiva europea si parla già da qualche tempo, ancora prima dell’apertura dei seggi. Il leghista e ministro varesino, sempre secondo i si dice, sarebbe contento di occuparsi di questioni continentali invece che di faccende italiane. Più ancora delle incombenze ministeriali, che tra l’altro gestisce con profitto, Giorgetti non gradirebbe affatto le incombenze politiche, a cominciare dalle grane all’interno del suo partito, la Lega. Se nulla traspare pubblicamente, c’è chi giura che i suoi rapporti con Matteo Salvini siano sempre sull’orlo della rottura a causa delle scelte non sempre condivise del segretario federale e ministro delle Infrastrutture. Tra queste, la candidatura offerta al generale Roberto Vannacci.

Che sia vero, non si sa. Quello che è certo è che l’esperienza maturata da Giorgetti nei ruoli ministeriali sinora ricoperti assicura competenze anche in funzione internazionale. Competenze che un commissario europeo deve per forza dimostrare a fronte delle specifiche esigenze richieste soprattutto dalle importanti deleghe che potrebbero essere assegnate al rappresentante italiano. Ultimo, ma non ultimo, una sua nomina spingerebbe gli europarlamentari leghisti a votare il proprio commissario e, quindi, evitare di bocciare l’intera commissione proposta e il presidente, soprattutto se fosse ancora la von der Leyen. Anche se nella Lega salviniana non è possibile mai dire mai.

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