Alla fine è stata la macedonia la portata più apprezzata tra quelle del pranzo sempre più povero e improvvisato messo in piedi da liste e partiti per le comunali di Samarate del 2024.
I pochissimi (sotto persino la media nazionale) concittadini che si sono recati alle urne per il secondo turno si sono decisi per provare i frutti misti di Macchi, Cenci, Sozzi e Borsani serviti dal Pd e da Ferrazzi.
Vedremo a breve le prime scelte e i primi risultati visibili di una compagine amministrativa che politica non è.
Il frutto del ballottaggio, a Samarate e altrove, è coalizzare tutti contro qualcuno o qualcosa; da un punto di vista della politica e delle istituzioni non è il massimo. E’ certo più facile (come nella vita, peraltro), ma richiede molte meno qualità morali e intellettuali di chi si aggrega per qualcosa. Forse bisognerebbe ripensare il meccanismo; se si vuole mantenere il ballottaggio, far partecipare, come in Francia, non i primi due, ma chi supera un quorum (in Francia è il 12, 5 %), in maniera tale da evitare trasformismi e scene da circo. Se non si vuole il ballottaggio, si può pensare a un tetto minimo, come in Sicilia, alto, ma non altissimo (40%?) superato il quale si vince al primo turno.
Detto ciò, i nuovi amministratori (il sindaco e i suoi tutori, tutti coalizzati che, eccetto per il mio amico Portalupi, con ogni probabilità, ci troveremo in giunta) adesso potranno mettere in luce le loro qualità amministrative (le cose da fare) e politiche (la visione di citta e le cadreghe da garantire a tutti).
Siccome non è un matrimonio, ma una convivenza di interesse, bisognerà anche vedere come i caratteri personali specifici dei molti galli nel pollaio della grande coalizione anti-Puricelli riusciranno a convivere dopo i primi sei mesi di luna di miele.
Sarà per Ferrazzi una bella palestra di pazienza e di capacità di sopportazione. Conosciamo pregi e difetti umani della variegata compagnia che si è aggregata al secondo turno; conosciamo meno la capacità di studio e di elaborazione, nonché la capacità di lavoro e di sacrificio di chi si è proposto di guidare la città e ora si trova a dover fare il collaboratore del sindaco eletto. Non è infatti la stessa cosa avere gli onori, la visibilità (e anche gli oneri ) di chi fa il sindaco, ed avere le responsabilità di chi è comunque tenuto a rimanere un passo indietro. Vedremo come verranno gestite le ambizioni represse e le differenze caratteriali delle diverse primedonne.
All’opposizione ci va innanzitutto chi non ha capito che non basta dire “Giorgia!Giorgia!” per avere la fiducia degli elettori quando si deve affidare la propria città nelle mani di qualcuno. L’eco del “Giorgia!Giorgia!”, già fortemente diminuito tra una scheda e l’altra delle Europee – primo turno, al secondo turno è svanito. E non poteva che essere così!
Anche per i Fratelli o ci sarà l’evoluzione, oppure rimarranno quelli del giro di amici del 4% e si prosciugheranno in breve tempo. La Lega rifletta sulla qualità amministrativa di una giunta che, per taluni, e’ stata più un rifugio che un servizio.
Per i tre partiti di centrodestra ci sarà, come si dice in questi casi, la traversata del deserto, sperando che qualcuno riesca a fare un po’ di analisi e a raggiungere la comprensione degli errori fatti per evitar di ripetere il fritto misto che ci hanno servito.
Al sindaco Ferrazzi va comunque un augurio di buon lavoro. Al sindaco uscente Pit Puricelli un grande “in bocca al lupo” per la sua salute e la sua serenità.
Eliseo Sanfelice
(Bacheca civica di Samarate)
Samarate, Ferrazzi spalanca le porte del municipio. E pensa già ai nuovi assessori
samarate elezioni Eliseo sanfelice – MALPENSA24
