SOMMA LOMBARDO – Passaggio di consegne ai vertici dei Lions Somma Lombardo Castello Visconti di San Vito. L’ex sindaco Guido Colombo raccoglie l’eredità lasciata da Valter Mascheroni in questo anno alla guida del Club, assumendo la carica di questa «prestigiosa presidenza». Parole pronunciate in occasione dell’evento speciale della consegna del testimone che ha riunito i soci non solo per ripercorrere il lavoro svolto, ma anche per programmare i prossimi impegni che vedono i Lions sempre in prima linea al servizio – e lo dice lo slogan “We serve” – della comunità.

Passaggio di testimone
Un anno «ricco di sfide, di traguardi raggiunti e di soddisfazioni condivise», le parole di Mascheroni. «Grazie all’impegno e alla dedizione di tutti, abbiamo dimostrato lo spirito di servizio che caratterizza il nostro Club», che ha portato ad accogliere ben dieci nuovi membri. Diversi i momenti «salienti» della sua presidenza come «il successo della Fiera del Castello, l’entusiasmo di Sorriso OffRoad, l’emozione della Charter con l’assegnazione della borsa di studio in onore di Enrico, l’importanza della conferenza “Essenza e Cura” per la prevenzione del tumore al seno». Ma non solo: «Il calore della Serata degli Auguri con il contributo alla Croce Rossa, la bellezza dello spettacolo teatrale Work of Art, il sostegno concreto alla Fondazione Visconti e alla Uate, la gioia dei 116 bambini coinvolti in Già ca giugùm». Fino all’ingresso nell’albo delle associazioni sommesi e «all’eccezionale partecipazione al Lions Day». Fino al messaggio rivolto ai soci: «Siete stati un fulgido esempio di spirito lionistico. I risultati sono il frutto del lavoro di squadra, dell’entusiasmo e della crescente sinergia con gli altri Club della zona. Avete dimostrato che insieme possiamo fare la differenza e lasciare un segno positivo nelle nostre comunità». Ora tocca a Colombo. A cui ha rivolto gli auguri nella speranza che sia «un anno ricco di soddisfazioni e di traguardi sempre più ambiziosi».
Ora il turno di Colombo

Per avviare il suo mandato, Colombo si è affidato ad alcune delle frasi incontrate nelle letture. Quelle che «potranno ancora accompagnarmi per mano, insieme a voi, in questo anno». La Regola di San Benedetto, cogliendo il messaggio di «lasciare aperta la porta alla ricchezza e al pensiero altrui». Poi le parole immortalate sul tempio di Apollo a Delfi: “Nulla di troppo”. Immagine che rappresenta «il senso del limite, il nostro perimetro». Sì, perché «è il limite che sane le nostre ambizioni, le nostre quotidiane difficoltà, i nostri fallimenti, perciò è autentico beneficio se sappiamo riconoscerlo come tale, e non come disfatta o insuccesso». E ancora: l’Alcibiade Maggiore, nel dialogo tra il protagonista e il maestro Socrate, per affrontate «la cura di sé e degli altri». Ovvero: «La cura della terra, dell’energia, dell’acqua», ma anche «la cura dei libri, della tradizione, della cultura». Perché niente di quello che facciamo, sentiamo proviamo è solo nostro, ma si trasmette come un battito d’ali agli altri». Infine, la celebrazione di «un folle svitato», Don Chiosciotte della Mancia «che sfida le nostre paure». Spiega: «Ci dice che il limite va sentito e non evitato e che al termine del nostro viaggio non ci sono fallimenti ma solo storie da raccontare. Mentre lo scudiero, Sancho Panza, è il manifesto dell’amicizia «che ti difende dai giudizi». Richiami, insomma, che portano a definire il Lions Club Visconti di San Vito non solo «musica», ma anche «misura come nella combinazione dei farmaci: è salvifica se è giusta, è veleno se è eccessiva».
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