MILANO – Si è celebrata al Piccolo Teatro – Teatro d’Europa la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della undicesima edizione del Premio Giorgio Ambrosoli, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con qualche giorno di anticipo 45° ricorrenza dell’omicidio dell’Avvocato Commissario Liquidatore della Banca Privata Italia, avvenuto l’11 luglio 1979.
Tra i presenti, oltre ai vertici militari regionali ed esponenti delle istituzioni, il prefetto Vittorio Rizzi, vice capo vicario della Polizia, e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia e il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.
“È sempre più cruciale maturare la consapevolezza che non sono sufficienti le leggi scritte, anche quando sono ben concepite – ha detto il presidente della Fondazione Premio Giorgio Ambrosoli, Mario Carlo Ferrario – ma è indispensabile al contempo un contesto di cultura, competenze, comportamenti, meccanismi che ne assicurino la corretta applicazione. In questo senso il ruolo dei singoli cittadini, in particolare nell’esercizio delle loro professioni, diviene uno dei fattori determinanti“.
Il Premio Giorgio Ambrosoli si svolge sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Città metropolitana di Milano, della Camera di Commercio di Milano e con il sostegno di Confcommercio – Imprese per l’Italia. Il Piccolo Teatro – Teatro d’Europa è partner.
“Il nostro sostegno di lunga data dal 2012 a questo Premio testimonia l’impegno effettivo di Confcommercio per la legalità e la sicurezza che sono prerequisiti fondamentali per l’economia e lo sviluppo – ha detto Patrizia Di Dio, Vicepresidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia con incarico per la Legalità e la Sicurezza – l’iniziativa valorizza azioni concrete e modelli positivi ispirati ai principi dell’integrità, dell’etica e della responsabilità che rafforzano il tessuto sociale e lo stato di diritto.”

Il procuratore nazionale antimafia: l’onestà è una qualità vitale
“L’onestà è un valore, è una qualità democratica banalmente vitale, la corruzione corrode le democrazie. Perché tante vicende drammatiche che sono gli occhi di tutti dimostrano che diritti, libertà e democrazia non sono dati per sempre, vanno mantenuti, altrimenti si consumano in fretta e in spregio di coloro che hanno dato la vita per difenderli”. Queste le parole del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, durante il suo intervento alla cerimonia del Premio Giorgio Ambrosoli. “Non sono mai state recise le radici di ciò che Giorgio Ambrosoli ha fieramente avversato e che ne hanno stroncato la vita – ha proseguito Melillo – e non parlo soltanto dei poteri criminali e delle trame mafiose, ma anche della dedizione febbrile a servire il potere, che sempre si diffonde quando la fedeltà e l’asservimento sono privilegiati rispetto alla neutralità e all’efficienza delle funzioni pubbliche”.
Tajani: siamo protagonisti della formazione giuridica estera
“Il Governo è impegnato in una forte operazione di diplomazia giuridica. Siamo protagonisti nei Balcani con un qualificato sostegno anche tecnico alla riforma degli ordinamenti giuridici di quei Paesi, nel quadro del loro percorso di adesione all’Unione Europea – ha detto con un messaggio il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani – sono contento di aver favorito un programma di formazione per magistrati somali, in atto in corso a Roma proprio in questi giorni”, ha aggiunto.
L’ undicesima edizione ha assegnato 5 Premi, 7 Menzioni Speciali e 3 Riconoscimenti all’Impegno Civile
Premi Giorgio Ambrosoli
Sacrario Vittime della Polizia di Stato: simbolo dell’impegno e del sacrificio, talvolta estremo, degli esponenti della Polizia di Stato, è il Sacrario alle Vittime che ospita le targhe dei 2515 caduti dal 1860 a oggi, veri e propri eroi della difesa della legge. Recentemente rinnovato dal maestro Mario Ceroli, il Nuovo Sacrario comprende 2515 targhe marmoree, ciascuna uguale all’altra, per celebrare la memoria di ciascuno di essi idealmente raccolti e riconoscibili in modo semplice ed essenziale tramite l’incisione del nome, della data di nascita e quella del sacrificio.
Don Giuseppe Peppe Diana: è stato un presbitero, un attivista e uno scout italiano, assassinato dalla camorra nel 1994 nella sacrestia della Chiesa di San Nicola da Bari a Casal di Principe a causa del suo grande impegno nel contrastare il crimine organizzato.
Don Antonio Coluccia: è il sacerdote che combatte il crimine organizzato locale e si impegna concretamente a denunciare e contrastare lo spaccio attraverso la sua “Bat mobile” (un furgone nero accessoriato, proprio come l’auto del celebre eroe dei fumetti) e con la predicazione costante.
Tiziana Ronzio: Operatrice sanitaria, attivista e presidente dell’associazione “Torpiùbella”, nel quartiere dove vive e opera, Tor Bella Monaca a Roma, è chiamata dai pusher della droga.
Bruno e Carla Caccia: Bruno Caccia è stato un magistrato italiano, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983. Inizia la sua carriera a Torino nel 1941 e si occupa di indagare sulle violenze e sui pestaggi che si verificavano in occasione degli scioperi. Nel 1976 è scelto come Pubblico Ministero nel processo contro il “nucleo storico” delle Brigate Rosse. La moglie Carla gli è sempre stata vicina.

Menzioni Giorgio Ambrosoli
Imprenditore Guglielmo e Associazione Tazzina della Legalità: una serie di incendi dolosi, l’ultimo nell’estate del 2022 che ha causato più di un milione di euro di danni, ha messo a dura prova le attività della storica torrefazione Guglielmo a Catanzaro.
Lucia Aielli: magistrato, per anni impegnata nel Tribunale Penale di Latina dove ha seguito processi delicati sia per mafia, sia contro clan nomadi, nel novembre 2014 è stata destinataria di una macabra intimidazione.
Federica Angeli: giornalista e saggista italiana. Cronista di cronaca nera e giudiziaria per il quotidiano La Repubblica, è nota per le sue inchieste sulla criminalità organizzata che opera a Ostia.
Antonella Di Bartolo, Preside dell’Istituto “Sperone – Pertini”, una scuola nel Quartiere Sperone, uno dei territori più marginali socialmente della città di Palermo.
Giacomo Di Girolamo: direttore del portale Tp24.it e di radio RMC 101, collabora con i quotidiani Domani e Linkiesta ed è autore di numerosi libri su Matteo Messina Denaro.
Raffaele Vitale: da vittima e denunciante di estorsione a pizzaiolo gourmet: potrebbe essere questa, in sintesi, la storia di Raffaele Vitale a Scampia, titolare della pizzeria Infermento.
Giovanna Bruno: Sindaca di Andria. Da anni impegnata a denunciare la malavita locale, subendo pressioni e intimidazioni.
Riconoscimento Giorgio Ambrosoli all’Impegno Civile
Circolo Società Civile: è stato un circolo culturale milanese, fondato nel 1986 e attivo sino al 2000, la prima associazione italiana della società civile con l’obiettivo di sensibilizzare e attivare i cittadini alla lotta contro mafie e corruzione.
Associazione Annalisa Durante: Annalisa Durante è una vittima innocente della camorra napoletana.
Cascina Caccia: è un’associazione che gestisce un bene confiscato a Torino promuovendo
anche attività strutturate di promozione della cultura dello stato di diritto contro la criminalità organizzata e il malaffare.
