La richiesta: nel futuro dell’ospedale di Gallarate una “cittadella della salute”

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Una veduta aerea del sedime ospedaliero del Sant'Antonio Abate

GALLARATE – Che cosa sarà del Sant’Antonio Abate una volta realizzato l’ospedale nuovo in condominio con Busto Arsizio? Il centrodestra gallaratese ha una serie di proposte che, accanto alla riqualificazione urbanistica (non tutti gli attuali padiglioni saranno riconvertiti per attività sanitarie) dovrà ospitare alcuni servizi ritenuti irrinunciabili per i cittadini. Proposte ora formalizzate in una mozione che sarà discussa in un prossimo consiglio comunale (ricordiamo che le opposizioni ne hanno chiesto la convocazione urgente). Pubblichiamo uno stralcio del documento ufficiale sottoscritto dagli esponenti della coalizione di giunta, destinato, una volta approvato dall’assemblea civica, ad essere sottoposto all’attenzione di Regione Lombardia e di Arexpo Spa, la società a cui è stato affidato il progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione dell’attuale sede dell’ospedale di via Pastori.

LE PROPOSTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GALLARATE

1. Casa di Comunità Hub e Spoke. Il Consiglio Comunale di Gallarate, nel prendere atto della scelta di ASST Valle Olona di prevedere l’insediamento della Casa di Comunità Hub nello stabile di Corso Leonardo da Vinci e della Casa di Comunità Spoke nello stabile di Villa Sironi, evidenzia la necessità che entrambe le strutture sanitarie entrino quanto prima possibile realmente a regime e che prevedano quanto finora già previsto: Servizio di Continuità Assistenziale, Consultorio, Centro Vaccinale, PUA/CUP, Servizi Amministrativi (scelta e revoca, protesici, …), fornitura presidi ADI/Cure Palliative domiciliari.

2. Ospedale di Comunità e Padiglione Boito. Il Consiglio Comunale di Gallarate ritiene non percorribile né idonea la collocazione del previsto Ospedale di Comunità nel Padiglione Boito che, oltre ad essere gravato da vincoli imposti per la sua natura di architettura storica e di pregio, risulta essere mancante dei requisiti strutturali, tecnologici, antisismici. Chiede che l’Ospedale di Comunità, con un totale di n. 40 posti letto, trovi collocazione nell’Ala Est del Padiglione Polimedico (via Bonomi) o nel Padiglione Trotti Maino. li Padiglione Boito potrebbe più realisticamente essere destinato ad un utilizzo come Spazio Museale, sede di Associazioni del terzo settore attive in ambito sanitario, spazi con funzioni Didattico/Formative.

3. “Cittadella della salute”. Con riferimento in particolare alla prima delle due “vocazioni” indicate in premessa, Il Consiglio Comunale di Gallarate propone che nel medesimo stabile – Padiglione Polimedico (SLP di circa 2.500 mq) o Padiglione Trotti Maino (SLP di circa 9.000 mq) – vengano previsti una serie di servizi che possano costituire una sorta di Cittadella della salute, quale punto di riferimento per i bisogni socio — sanitari della popolazione. In essa potrebbero trovare opportuna collocazione: un Poliambulatorio, pensato come una vera e propria struttura ambulatoriale specialistica in cui possano visitare (in regime di SSN ma anche di libera professione) tutti gli specialisti operanti all’interno della ASST e nella quale possa essere fatta una diagnostica di base ad esempio cardiologica (ECG/ECO/HOLTER), neurologica (EEG/POTENZIALI EVOCATI), ginecologica (ECO/ PAP test, ecc.); un servizio ambulatoriale afferente l’area delle cronicità (ad es. pazienti diabetici, ecc.); l’attuale servizio di Radiologia (già in funzione nel Trotti Maino) per la diagnostica ECO/RX/TAC/RMN ambulatoriale; un Centro Prelievi ripensato rispetto all’attuale di via Pastori ed in grado di servire efficacemente un bacino più ampio di utenti; una struttura di Riabilitazione e Rieducazione Funzionale (studi e palestre attrezzate, piscina) con la possibilità di valutazioni fisiatriche e trattamenti fisioterapici fisici (ginnastica) e strumentali (tecar, …); un Servizio CAD (Centro Dialisi Decentrato); Suggerisce inoltre di valutare la possibilità di mantenere, in questo ambito, anche attività di chirurgia ambulatoriale attualmente carenti sul territorio e riconducibili a patologie croniche (ad es. vulnologia, trattamento del piede diabetico e/o per la piccola chirurgia dermatologica, ecc.);
Ritiene opportuno che i servizi che verranno offerti da questa Cittadella della Salute, prevedano un modello di accoglienza inclusiva dedicata ai pazienti con grande disabilità, che adatti il percorso diagnostico ambulatoriale alle loro esigenze specifiche, sul modello del Servizio D.A.M.A. (Disabled Advanced Medical Assistance) previsto nel Nuovo Ospedale. Un Centro Diurno Disabili: nel sedime dell’attuale Ospedale Sant’Antonio Abate si ritiene si possa prevedere il futuro collocamento del Centro Diurno Disabili, qualora, nelle more della resa disponibilità dell’area, non venga prima individuata una diversa ed adeguata alternativa. L’attivazione della Cittadella della Salute come sopra proposta, con i relativi servizi ambulatoriali/diagnostici, oltre che rispondere alle esigenze del territorio, contribuirà a contenere il traffico pendolare sanitario da e per il Nuovo Ospedale, riducendone la congestione ed ottimizzandone l’accesso per le necessità e l’assistenza dei pazienti acuti.

4. Palazzo Maino La presenza di realtà didattico/formative di cui sopra (aule e/o scuole di formazione, sedi di Licei o Istituti universitari), potrebbe essere approfondita e sviluppata con riferimento alla previsione di un ITS Nuove Tecnologie per la vita (es. bioelettronica, biogreen e innovazione, biotecnologie industriali). Questa funzione potrebbe essere collocata anche in una parte del “Palazzo Maino” di Largo Boito, del quale è prevista l’alienazione. La presenza di un Istituto Tecnologico Superiore, si pone coerentemente in una visione più ampia delle sole finalità socio-sanitarie dell’intera area di cui trattasi.

5. Utilizzo delle altre aree dell’attuale sedime del Sant’Antonio Abate. Con la realizzazione della proposta “Cittadella della salute” in uno dei due Padiglioni sopra citati, rimarrebbe a disposizione della proprietà una rilevante superficie fondiaria, per l’utilizzo della quale – posto che potrà avere destinazione ed utilizzo anche diversi da quello prettamente socio-sanitario – il Consiglio Comunale di Gallarate suggerisce alcune indicazioni. La seconda vocazione di cui in premessa potrebbe infatti esprimersi attraverso un vero e proprio piano di rigenerazione urbana, che si propone venga definito attraverso un concorso di idee. Per l’utilizzo degli spazi suddetti, suggerisce inoltre di considerare e valutare anche le seguenti proposte: » Residenze per anziani e/o RSA; r: Spazi residenziali o semi residenziali per persone fragili/disabili. Progetti di Social Housing (o Cohousing sociale); Residenziali tà volta anche a favorire l’insediamento di giovani coppie e famiglie.
Tali spazi dovrebbero essere poi integrati con attività commerciali, aree verdi e altri servizi, parcheggi (tra i quali anche quelli da prevedere a supporto della Cittadella della salute).

6. Problematiche connesse al futuro riutilizzo dell’attuale sedime ospedaliero del Sant’Antonio Abate. Si vuole infine porre attenzione in merito ad alcune problematiche di natura tecnico-economico-finanziaria, strettamente connesse ad ogni futura progettazione e di particolare rilevanza. Qualsivoglia previsione di diverso utilizzo e messa a reddito delle aree di cui al punto precedente, deve infatti essere affrontata considerando anche altri fattori in gioco. In premessa alle osservazioni e richieste che seguiranno, si sottolineano tre aspetti: – l’intera area di cui si tratta rientra di fatto nel centro storico della nostra Città e pertanto va ripensata considerando ogni impatto che potrà avere sia il suo nuovo utilizzo, sia il possibile -per quanto Inaccettabile – prolungato abbandono post realizzazione del nuovo ospedale. La
Città di Gallarate chiede innanzitutto a tutti gli Enti coinvolti che ciò che diverrà l’Ex Sant’Antonio Abate non subisca il destino di altre realtà simili per le quali non si è saputo procedere ad una tempestiva riconversione d’uso. Anche per questo motivo il Consiglio Comunale dí Gallarate ritiene importante portare ora il proprio contributo di proposte, ancorché l’operatività del nuovo ospedale sia prevista per il 2030; Il Sant’Antonio Abate è patrimonio di tutti i cittadini gallaratesi che — anche con le innumerevoli e sostanziose donazioni effettuate dal 1873 (anno di fondazione) ad oggi —l’hanno sostenuto e in qualche modo realizzato. A loro va restituito seppur sotto altra forma; L’Amministrazione Comunale deve tutelarsi affinché qualsiasi previsione di utilizzo futuro del sedime dell’attuale Sant’Antonio Abate, non gravi sulla finanza pubblica e sia ogni caso economicamente sostenibile.

gallarate ospedale comune – MALPENSA24
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