Malpensa-Berlusconi, Pier Silvio: «Noi figli mai interpellati. Felici ma tempi sbagliati»

MALPENSA – «Non siamo stati informati e coinvolti, non mi sono piaciute le modalità. Nessuno ci ha interpellati ed è chiaro che si sarebbero accese polemiche». Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset e secondogenito dell’ex premier e leader di Forza Italia a cui qualche giorno fa è stato intitolato l’aeroporto di Malpensa. «Come figli siamo felici ogni qualvolta l’Italia e le istituzioni si dimostrano sensibili nei confronti di mio papà. Ma in questo caso i tempi sono stati sbagliati. Si sono mossi troppo presto e con troppa fretta».

Bordata al sindaco di Milano

Sembra proprio una frecciata al vicepremier Matteo Salvini. «Tutto ciò che viene intitolato in onore di mio padre fa piacere. Le polemiche però mi hanno infastidito». Ma anche una smentita al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che aveva dichiarato che «componenti della famiglia Berlusconi si sono detti favorevoli all’intitolazione», facendo intendere che fossero stati interpellati. E Pier Silvio boccia anche il sindaco di Milano Beppe Sala che ha scritto una lettera alla sorella Marina Berlusconi. «A lui dico “dì se sei favorevole o no”. Non rompere. Puoi anche dire che sei contro per mille motivi ma non fare polemica sulla polemica, pensasse a Milano. Chi si rivolge a mia sorella mi fa veramente ridere». E ancora: «Io vivo in Liguria, ma tutte le volte che ci vado dico che Milano è un disastro: traffico, delinquenza, buche».

La replica di Sala

Non si fa attendere la replica del sindaco di Milano Beppe Sala: «Mi pare di aver posto la questione Malpensa con garbo e educazione – scrive sui social – se poi mi tocca interloquire con chi si rivolge a me dicendomi di “non rompere”, io non muto comunque il mio comportamento. Nel merito, io userei la dedica per fare politica? Vorrei sommessamente ricordare che c’è in Italia un partito politico che porta il nome di Berlusconi. L’intitolazione non è quindi un atto politico?».

Pier Silvio e la RAI

Bocciatura su tutta la linea da Pier Silvio Berlusconi anche per la proposta di legge del deputato della Lega Stefano Candiani che vorrebbe aumentare i limiti di affollamento del tetto pubblicitario della Rai per poter arrivare ad azzerare in cinque anni il canone. «È un pasticcio assoluto, contrario di quello che andrebbe fatto – le parole dell’AD di Mediaset – sarebbe la morte dell’editoria italiana: Rai senza canone parliamo di migliaia di licenziamenti. Il servizio pubblico – ha osservato – è importante che ci sia».

Intitolazione di Malpensa e polemiche, Beppe Sala fa appello a Marina Berlusconi

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