Dopo lo sgombero Gallarate offre la palestra. Ma tra i musulmani c’è chi rifiuta

GALLARATE – Oltre cinquanta le persone che questa mattina, 17 giugno, hanno dovuto abbandonare il palazzo di via Torino a Gallarate. E che dovranno riorganizzare il proprio futuro, cercando intanto un nuovo posto dove stare. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha messo a disposizione gli spazi della palestra delle scuole Dante per ospitare le famiglie con dei minori. In numeri: 22 persone, di cui 11 sono bambini. Ma c’è chi, per seguire le linee dell’Islam, ha deciso di declinare la proposta. In otto hanno  infatti scelto di cercare una soluzione provvisoria e a proprie spese: le donne non possono condividere spazi con altri uomini che non siano i famigliari più stretti.

La soluzione

Di prima mattina, oggi, il palazzo Civico 8 è stato sgomberato. Un capitolo della cronaca gallaratese che si è aperto lo scorso novembre, quando il Comune ha emesso un’ordinanza ad hoc che imponeva un intervento per questioni di igiene e sicurezza. E ora che l’operazione è compiuta, arrivano i primi provvedimenti – temporanei – in attesa che le persone trovino un nuovo posto dove stare. All’ora di pranzo molti stati accolti nella mensa comunale di corso Italia, nel frattempo l’ente locale si è adoperato per organizzare una soluzione: la palestra delle Dante. «Per qualche giorno potremo dare un tetto alle famiglie che hanno minori a carico», racconta il sindaco Andrea Cassani. «Gli spazi della palestra sono stati puliti e sistemati con delle brandine». Ma c’è chi ha declinato l’invito: «Delle 22 persone a cui è stata offerta ospitalità temporanea, otto hanno scelto di non venire e di cercare una soluzione provvisoria a proprie spese». Il motivo: «Le mogli non possono stare negli stessi spazi in cui stanno gli uomini». Quindi, attualmente, saranno tre le famiglie che resteranno qualche notte nella struttura «e stanno valutando di occupare spazi differenti – ovvero gli spogliatoi – per la stessa motivazione».

Gallarate a disposizione

Questione, appunto, di qualche giorno. Anche perché «sono persone che sostengono di riuscire a pagare un affitto, quindi è giusto che si attivino da subito per trovare un’altra abitazione», precisa il primo cittadino. Fra gli sgomberati, infatti, ci sono genitori che sono entrambi lavoratori «e possono quindi trovare un’alternativa anche con 500 o 600 euro al mese». Non che non sia un disagio, «lo capisco», chiosa Cassani. «Ma è una condizione che conoscono tutti da mesi». E conclude: «Una buona parte della popolazione di Gallarate è di origine straniera e sono in molti che riescono anche ad acquistare una casa». Un modo per precisare che «non ci saranno problemi di razzismo oppure altri ostacoli da questo punto di vista». E anzi ricorda che oltre a Gallarate, ci sono diversi Comuni limitrofi che offrono l’opportunità di affittare o comprare: «Ognuno poi potrà valutare la soluzione migliore».
Intanto, nel pomeriggio, sono state svolte le ultime operazioni dello sgombero. Intorno alle 17 carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza e polizia locale stavano terminando l’operazione in uno degli ultimi negozi rimasti. Entro la serata, l’immobile sarà completamente blindato.

Gallarate, sgomberato il Civico 8 in via Torino. «Ora il palazzo torni a vivere»

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