VERGIATE – Le «gravi carenze strutturali» emerse durante i lavori e il fatto che il cantiere sia «fermo da tempo». Solo due dei temi che portano Romano Balzarini a domandarsi se «bambini e personale scolastico sino stati dentro una struttura sicura». Il consigliere di minoranza di Vergiate 2030 torna alla carica sul progetto Pnrr di riqualificazione completa dell’asilo Rodari. Opera che è già stata al centro di critiche dal gruppo d’opposizione, a causa dello spostamento temporaneo dei bimbi nella scuola elementare De Amicis. E a distanza di mesi, la questione viene riportata in aula attraverso un’interpellanza per avere aggiornamenti sull’intervento.
Gravi carenze strutturali
«Solo in fase di ristrutturazione dello stabile Rodari – si legge nel documento presentato da Balzarini – sono purtroppo venute alla luce gravi carenze strutturali, in particolare relative alla soletta». Un particolare che «in fase di ristrutturazione sarebbe risultato non sicuro, tanto da costringere al totale abbattimento e rifacimento». Nel tempo, dice, «era stata già oggetto di interventi per tamponare infiltrazioni d’acqua, ma che sarebbero risultati inutili». Per poi spostarsi su «altre problematiche», legate invece alla pavimentazione. «Viene spontaneo porsi la domanda se in tutti questi anni abbiamo avuto bambini e personale scolastico dentro una struttura sicura», è il dubbio che si pone il consigliere di Vergiate 2030. Che, quindi, affonda: «Si possono ipotizzare, al momento, extra-costi per circa 250mila euro, forse di più. A cui aggiungere il problema di smaltimento dei ruderi». E ancora: «Questo comporta anche tempi di fine lavori al Rodari molto più lunghi di quelli annunciati dalla giunta». Insomma, per Balzarini «si preannuncia almeno un altro anno scolastico con le due scuole stipate (assurdamente) in un unico stabile e con ancora problemi per le attività della primaria De Amicis, attività che ovviamente sono state sacrificate. Oltre all’ulteriore disagio per i bambini costretti a mangiare nella pausa pranzo in aula e avere pochissime occasioni di sfogo fuori dall’aula, in cui sono rinchiusi per gran parte della giornata scolastica».
Le richieste
Da qui, la presentazione dell’interpellanza per avere chiarimenti sull’opera. Con tutta una serie di domande. Come quelle in merito ai «lavori aggiuntivi al Rodari: la giunta ha già quantificato i costi complessivi? Come intende reperire le risorse finanziarie necessarie?». O anche per sapere «come mai nella fase di studio e approvazione dell’intervento di ristrutturazione all’asilo non sono emersi i gravi problemi strutturali ora riscontrati». E ancora, punta a conoscere «quale sarebbe l’intendimento della giunta, sul profilo tecnico, di approfondimento della situazione geologica relativa al terreno su cui sorge lo stabile e se si è certi non si verifichino assestamenti strutturali». Ma anche se nelle spese prospettate «sono comprese le opere di impermeabilizzazione e coibentazione». Di più, Balzarini vuole sapere se «non è pensato di realizzare una nuova struttura con i fondi Pnrr» e quali sono le intenzioni per «mitigare gli ulteriori disagi che bambini, genitori e personale Rodari dovranno affrontare». Infine, aspira ad avere contezza se l’amministrazione «intende proporre agevolazioni o coinvolgere nella situazione di emergenza gli altri asili e scuole dell’infanzia per spostare eventualmente parte dell’utenza e sgravare il Rodari». Conclude: «Considerando che da tempo il cantiere è fermo, come si è provveduto a informare i genitori e quali comunicazione sono state date ai neo-iscritti?».
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