Il saluto di Umberto Tozzi tra sold out, meraviglia e il coro di Varese per “Tu”

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VARESE – Dopo il rock di “Io muoio di te”, canzone vincitrice del Festivalbar 1994, è arrivata “Stella stai”: il “segnale” per il pubblico da tutto esaurito della serata con Umberto Tozzi, per alzarsi e andare a ballare sotto il palco. «Il grazie più grande va a voi, grazie di esserci», ha detto il cantautore torinese, che ha chiesto un grande applauso per l’orchestra che l’ha accompagnato al Varese Summer Festival. A salutare l’artista nella tappa del tour d’addio “L’ultima notte rosa” è stato il potente coro di tutti i presenti ai Giardini Estensi su “Tu”, con il concerto infine coronato da “Gloria”, successo che ha fatto il giro del mondo.

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Le luci della “Notte rosa”

«Togliti gli occhiali, sei troppo bello», gli era stato urlato dalla platea ma Tozzi non ha ceduto per tutto il live: lenti scure e abito bianco su cui si sono riflessi i colori delle luci della “Notte rosa”, con cui ha fatto il suo ingresso sul palco.
«Grazie per essere venuti a trovarmi, e a trovarci. Visto da qui è un posto meraviglioso» l’esordio, accompagnato dalla promessa di «una canzone che canteremo sicuramente insieme: accendete le luci dei telefonini»: a garantire il giusto coinvolgimento del pubblico, “Ti amo” e “Gli altri siamo noi”.
Nonostante vari brani eseguiti al piano, o solo come cantante, la chitarra è stata protagonista del set, come ribadito da diversi cambi del modello usato, allo schierarsi in posa da rocker a fianco degli altri chitarristi e del bassista, fino all’innalzamento dello strumento musicale in segno di trionfo e saluto.

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I cori da “Si può dare di più”

«Che bello, che bello, che bello: vorrei che vedeste quello che noi vediamo da qui. Siamo dei privilegiati, ci emoziona avere un pubblico che ci ama e ci segue: è una meraviglia». Il pensiero è andato al brano che, interpretato insieme a «due grandi artisti italiani, Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri», ha consegnato loro la vittoria al Festival di Sanremo del 1987: “Si può dare di più” ha inaugurato una serie di cori su “Qualcosa qualcuno”, “Gente di mare”, “Io camminerò” ma soprattutto su “Eva” dove, invece che seguire le parole del resto, sono esplosi alla conclusione scandendo “Um-berto, Um-berto”. Il cantautore si è quindi preso una pausa lasciando la scena all’assolo dei chitarristi “armati” di Fender bianche e alle armonie vocali delle coriste per “Alleluia”.

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Nuova versione per “Donna amante mia” e due inediti

A strappare gli applausi dei presenti – tra gli spettatori c’erano la vicesindaco Ivana Perusin e l’assessore alla cultura Rossella Dimaggio – al momento dell’entrata degli archi, è stata anche la nuova versione di “Donna amante mia” incisa con l’Orchestra Italiana del Cinema di Roma nei Forum Studios di Morricone, «il mio primo singolo, che questa sera ho la fortuna di rappresentare con questa grande orchestra. Grandi musicisti, sono molto felice del nuovo contributo che hanno apportato al mio tour e al mio suono». Tra pezzi come “A cosa servono le mani”, “Il grido” e “Dimmi di no” sono stati proposti due inediti, brani che verranno pubblicati entro l’anno: «Sono “Torna a sognare” e “Vento d’aprile”, dedicato una bambina che ora è in paradiso e che ho avuto occasione di conoscere. Vuole sensibilizzare riguardo al trapianto di midollo osseo: mi auguro che la scienza possa salvare tanti bambini».

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