BUSTO ARSIZIO – Un “inno alla vita” per Daniela Pignoni e un gruzzolo benefico di 3000 euro per sostenere due realtà, l’associazione AICPE e l’Hospice di Busto Arsizio. Sono gli obiettivi raggiunti dall’evento “Happy Hour for Dany” dello scorso 15 giugno al Mai Paura Camp di via Salvator Rosa, realizzato in collaborazione con l’associazione Mai Paura Odv della dottoressa Emanuela Bossi e con l’impegno di Alessandro Albani, consigliere comunale e già allievo di Daniela alla scuola infermieri.
L’evento
“Happy Hour for Dany” è stato «un evento unico e siamo orgogliosi di essere stati promotori, organizzatori e artefici di questa iniziativa – spiega la “squadra” dell’organizzazione, con il marito di Daniela Pignoni in prima linea – l’evento ci ha permesso di raccogliere 3.000 euro, al netto delle spese sostenute, e di raggiungere i due obiettivi che ci eravamo prefissati. Il primo, di trasmettere alle persone quanto Daniela era stata nella sua vita: un sorriso sempre pronto per tutti, una gran voglia di vivere, una gran dedizione alle cure degli altri. Insomma, un “inno alla vita”. Il secondo obiettivo era di raccogliere fondi a favore di strutture che completino il percorso che Daniela aveva fatto: identificare delle realtà che lei stessa ha avuto modo di vivere e che riteniamo siano in linea con ciò che lei ha rappresentato».
Le donazioni
Così gli organizzatori hanno deciso di «evolvere il ricavato delle Donazioni, integrato con una donazione extra dall’associazione Mai Paura con cui abbiamo collaborato, ad un paio di associazioni». La prima associazione è AICPE Onlus, che effettua missioni umanitarie nei Paesi in via di sviluppo, in particolare Togo, Benin e Guatemala. A brevissimo partirà per il Togo, Silvia Pessino, una collega di Daniela a cui lei era molto legata: si affiancherà ad un’equipe di medici che eseguirà interventi di ricostruzione plastica chirurgica. «Abbiamo voluto devolvere parte della Donazione a questa iniziativa perché, per noi, è come se Daniela stessa ripercorresse le sue esperienze umanitarie che fece prima in Madagascar e poi in Senegal». La seconda è l’Hospice di Busto Arsizio che ha assistito Daniela «con le stesse caratteristiche con cui lei si è sempre dedicata i suoi pazienti n 40 anni di professione infermieristica. Quando il personale dell’Hospice veniva a fare le visite e le cure a Daniela abbiamo rivisto l’amore, la dedizione, la sensibilità e, perché no, i sorrisi che lei stessa rivolgeva ai suoi pazienti».
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