Pgt, Mariani “chiama” i fondi immobiliari: «Busto come un quartiere di Milano». Farioli: «Mai»

BUSTO ARSIZIO – C’è quasi l’unanimità sul voto sulla Busto del futuro delineata nelle linee di indirizzo della variante al Pgt, approvate in consiglio comunale. Ma non manca la polemica, innescata da un’espressione “scappata” all’assessore all’urbanistica Giorgio Mariani che prospetta «Busto come un quartiere di Milano meglio collegato di tanti altri», per poter attrarre i fondi immobiliari i cui investimenti nella metropoli sono bloccati dalla paralisi degli uffici tecnici. «Partecipiamo a questo viaggio – ribatte l’ex sindaco Gigi Farioli annunciando il suo voto favorevole – certi di non risvegliarci in una Busto quartiere di Milano».

Il salto di qualità

In scia al dibattito in commissione territorio, l’assessore Mariani davanti al consiglio comunale detta i tempi della revisione del Piano di Governo del Territorio: «A settembre si entrerà nel vivo con la programmazione della città. L’obiettivo è di arrivare all’adozione del Piano prudenzialmente entro settembre 2025». E, sollecitato dal capogruppo del PD Maurizio Maggioni sulla necessità di avere visioni di lunga scadenza, l’assessore leghista svela che «l’ambizione per il salto di qualità è attrarre risorse vere – sostiene Mariani – dobbiamo far capire ai fondi immobiliari, che stanno rivoluzionando Milano con interventi sostenibili, che in un momento di difficoltà che Milano ha – 5 miliardi di euro di investimenti bloccati perché i funzionari hanno “incrociato la penna” e 100 milioni di oneri di urbanizzazione persi – che non devono scappare ma possono trovare Busto come un quartiere di Milano meglio collegato. È meglio Busto di un quartiere periferico di Milano». Concetto, per l’assessore, che «è sempre quello della campagna di affissioni pubblicitarie lanciata dal sindaco a Milano sul “bello di vivere a Busto”».

Farioli: «Quartiere? Mai»

Ma su Busto “quartiere di Milano”, il capogruppo di PRL Gigi Farioli non ci sta: «Sono Bustocentrico ma non quartierale, Busto che diventa quartiere di Milano mette a dura prova il mio convincimento (di votare a favore, ndr), per fortuna negli atti di indirizzo questa parola non c’è». Infatti Farioli cita Enrico Dell’Acqua, invocando «piedi ben piantati per terra e lo sguardo oltre le nuvole», e auspica «una Busto baricentrica nell’area vasta: le opportunità ci sono ancora, il rischio è non coglierle. Busto sarà inclusiva e attrattiva se sarà capace di mantenere le infrastrutture». Il riferimento è al Malpensa Express alla stazione Nord che in un futuro prossimo rischia di saltare.

Gli interventi

Alla fine l’opposizione vota a favore delle linee d’indirizzo, come atto di fiducia nei confronti dell’amministrazione e degli estensori, con la sola eccezione di Gianluca Castiglioni (BaC). Che ammonisce: «Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». Del resto non manca qualche criticità, evidenziata dai consiglieri di minoranza. Paolo Pedotti (PD) ricorda l’area dell’attuale ospedale a San Giuseppe, «molto più grande di quella di Gallarate. Anche noi dovremmo muoverci, per evitare il rischio di fare la fine di Legnano», dove il vecchio ospedale è abbandonato. Cinzia Berutti (PD) punta sulla «spina verde da non limitare» e sulla «progettazione partecipata, non come per il parco della genesi all’ex Borri». E Santo Cascio (Progetto in Comune) ricorda il tema dell’ospedale unico, dove «si è sottratto verde per non voler ascoltare i cittadini». Per la maggioranza interviene solo Paolo Geminiani (FdI): «Non mettiamo bandierine. Questo documento ci permette di sognare una Busto Arsizio sostenibile, attrattiva, accogliente e innovativa».

Al via la sfida della revisione del PGT. Il dibattito: «Ruolo di Busto da rafforzare»

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