CASSANO MAGNAGO – Soltanto ieri, 29 luglio, il sindaco Pietro Ottaviani commentava la cacciata di Cassano Magnago da Sieco con molta prudenza, invocando la necessità di «procedere con il buonsenso e non con gli avvocati». Ventiquattro ore dopo è proprio un comunicato che porta la sua firma a lasciare presupporre un aspro scontro legale con i Comuni soci della società di raccolta rifiuti (Brunello, Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Gazzarra Schianno e Lonate Ceppino), considerando «gravemente lesivo il comportamento della società» e riservandosi «ogni ulteriore considerazione a tutela dell’interesse dei propri cittadini».
La nota
Recitano proprio così le ultime due righe del comunicato diramato oggi dal sindaco di Cassano. Deve aver prevalso in queste ore la linea oltranzista della sua maggioranza che nei mesi scorsi ha dato vita un braccio di ferro mai visto prima in Sieco sia nei confronti della società sia nei confronti dei Comuni Soci. «La decisione inopinata di escludere il Comune dalla compagine sociale è errata sia nel metodo che nei contenuti, alla luce del concreto evolversi dei fatti, ovviamente riferiti da Sieco alla stampa con incompleta e riduttiva visione unilaterale», scrive il sindaco, sostenendo che Sieco avrebbe fornito nel tempo dati diversi e tra loro incongruenti per quanto riguarda il servizio e, «in disparte ogni considerazione sulla credibilità, a tutt’oggi non ancora è riuscita a chiarire consistenti distonie, sia in termini di maggiori costi a carico del Comune di Cassano, sia in termini di contenuto del servizio che dovrebbe svolgere nel Comune di Cassano».
Pronti gli avvocati
Continua Ottaviani: «A fronte di queste consistenti carenze, riteniamo che sia pieno diritto, nell’interesse della Comunità di Cassano, ma financo dello stesso bacino Sieco, che sia fatta luce su quale sia l’effettivo servizio che Sieco è in grado di rendere e quali ne sono i costi». E sottolinea: «Domanda alla quale la risposta non è sicuramente l’esclusione del socio, se non a prezzo di avallare, come appare, l’impossibilità di Sieco di rendere credibili e trasparenti spiegazioni». A leggere la parte conclusiva della nota stampa, il ricorso agli avvocati sembra ora l’unica strada possibile: «Il Comune pertanto, nel rimarcare il – a dir poco discutibile- comportamento della società, e pur sempre auspicando una diversa e più meditata riflessione da parte di Sieco che non sia foriera di situazioni conflittuali, si vede oggi costretto a considerare gravemente lesivo il comportamento della società e a riservarsi ogni ulteriore considerazione a tutela dell’interesse dei propri cittadini».
