di Sarah Zambon
BUSTO ARSIZIO – Segnalata in Italia, – più precisamente in Veneto, nelle Marche e in alcune province della Lombardia (Cremona, Pavia, Lodi, Brescia) -, solo a partire
dal 2018, una particolare specie di “vespa vasaio” nordamericana è stata ora avvistata anche nel Varesotto: si tratta della “Chalybion californicum”, che statunitensi e canadesi chiamano comunemente “Blue mud dauber”, ovvero “vespa blu del fango” per la sua insolita colorazione blu metallizzato, che la rende inconfondibile rispetto agli altri imenotteri di specie simile. Dopo i primi sporadici avvistamenti di otto anni fa nel nostro Paese, la pandemia globale ha bloccato gli approfondimenti nella diffusione di questo ennesimo insetto alieno alle nostre latitudini, ma è ormai certo che la sua fase di acclimatazione si è completata con successo e a breve non sarà più tanto insolito vederlo nei nostri parchi e giardini.
La vespa blu a Busto
Il sorprendente ritrovamento bustocco di questo insetto si è verificato in un cortile di via Varese, in zona cimitero: “camminava” sul selciato, costeggiando il muro, non lontano da quello che potrebbe essere il suo nido. Questo imenottero blu iridescentte venne descritto per la prima volta dal naturalista Henri Louis Frédéric de Saussure nel 1867: il curioso nome del genere Chalybion deriva dal greco “chalybos” che significa “acciaio” o “metallo”, mentre “californicum” è un chiaro riferimento alla California, una delle zone in cui questa vespa che ama il caldo ed il deserto prolifera, catturando ragni, soprattutto vedove nere. Gli esemplari adulti, però, si cibano del nettare dei fiori, contribuendo non poco all’impollinazione: ad essere carnivore sono le loro larve, per le quali le madri pungono e paralizzano qualsiasi tipo di aracnide càpiti loro a tiro. Le prede vengono poi immagazzinate nelle cellette-dispensa dei tipici nidi d’argilla (costruiti ex novo o occupati e “ristrutturati”, dopo che altre vespe muratrici li hanno abbandonati), come abbondante provvista per l’inverno.

Nessun pericolo, se non viene disturbata
E’ importante precisare che la vespa blu non è particolarmente aggressiva nei confronti dell’uomo o degli animali domestici ed è solitaria, così come le sue “parenti” endemiche. Il veleno contenuto nel suo pungiglione è “tarato” per paralizzare le prede, ma non è particolarmente tossico per gli esseri umani, salvo per coloro che sono allergici anche alle vespe comuni. Può pungere solo se si sente disturbata o se viene provocata.
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