Dieci studenti dell’Ite Tosi di Busto, “Oltre l’impossibile”. In bici nella selvaggia Islanda

di Giorgio Pietrobon

BUSTO ARSIZIO – Dieci studenti dell’Istituto Tosi di Busto Arsizio hanno portato a termine un percorso di 500 km in sella alle loro bici nella meravigliosa Islanda guidati dall’atleta paralimpico e mental coach Andrea Devincenzi. Il nome dato alla missione: “Oltre l’Impossibile”.

I protagonisti della spedizione

Andrea Devicenzi, gladiatore di mille avventure, mental coach, che questa volta non si è solo messo in gioco in un’avventura a cui mai nessuno, prima di lui, aveva pensato, ma soprattutto ha deciso che non voleva, non poteva essere solo. Ad accompagnarlo 10 studenti, 6 ragazzi e 4 ragazze, dal 21 luglio al 2 agosto scorso, scelti e selezionati con cura, tra oltre 800 candidati, lo hanno accompagnato nella “sua seconda missione”, sportiva e di vita, in Islanda.

Gli ingredienti dell’avventura

Tenacia, coraggio ma soprattutto una carica di grande umanità, allo stato puro: se guardi negli occhi Andrea, puoi scorgere una luce che ti fa rendere conto che, se ci credi, se ci metti tutto te stesso, nello sport come nella vita, nulla è impossibile. Anzi, ognuno di noi, a suo modo, può arrivare addirittura “Oltre l’Impossibile”, come ci racconta il nome della sua ultima incredibile missione, di un viaggio che solo la sua mente “poteva partorire”. Un’esperienza nella quale, come egli stesso ci racconta, sente di aver davvero portato tutto il suo essere, tutte le sue esperienze passate. Ispirazione e Motivazione, dunque, sono stati i due ingredienti indispensabili per affrontare una prova così importante sul piano fisico ed emotivo.

La prima volta in Islanda

La prima volta in cui Andrea si è recato sull’isola è stato nel 2022 intraprendendo un percorso “one man” di 2200 km: «una terra selvaggia, che ti accoglie, ti abbraccia e ti insegna a non dare nulla per scontato», come ha avuto modo di definirla più volte lo stesso Andrea, nel corso delle giornate in cui ha incontrato gli studenti, il Preside e gli insegnanti di Busto Arsizio. In un viaggio del genere l’imprevisto, ogni giorno, era dietro l’angolo. La capacità di “riprogrammare”, rispetto a quanto pianificato, preparando l’esperienza, si è dimostrata una abilità/competenza fondamentale, gli sono serviti non solo per sfidare, come fa da una vita, il suo corpo, e mettere per l’ennesima volta alla prova la sua mente e la sua resistenza di uomo e di atleta, ma anche per pianificare, gradualmente, che non sarebbe certo finita lì.

Il progetto “Oltre l’Impossibile”

Da mesi Devicenzi maturava l’idea “meravigliosamente folle”, di tornarci con 10 studenti che, preparati a dovere per una missione in tutta sicurezza, ma non senza difficoltà e imprevisti, sarebbero stati i “suoi incredibili compagni di viaggio”. «Sin dal primo momento ho cercato di trasmettere agli studenti il valore dello sport, quello sport che trasmette energia, quell’energia positiva che ti permette di pianificare nuove esperienze, che possono rappresentare punti di riferimento importanti nella crescita personale di ognuno di noi.- spiega Andrea – Posso dire, oggi, alla fine di questo viaggio, che questi ragazzi mi hanno sorpreso, in alcuni momenti mi hanno addirittura commosso, hanno davvero preso sul serio questa missione, hanno saputo divertirsi, certo ma dare anche tutto se stessi, hanno fortemente voluto mettersi alla prova, hanno “cementificato” i propri legami, sono stati in grado di mettersi a disposizione l’uno dell’altra, e alla fine sono loro che, in un certo senso, mi hanno guidato e preso per mano in un’esperienza che non dimenticherò e mai e che certamente è da ripetere».

Il progetto

Andrea sin dall’inizio ha pensato proprio a tutto, trovando, però, nei ragazzi scelti, la forza per aggiungere nuove idee e nuovi step da affrontare. I giovani sono stati divisi in tre Team. Il primo si è occupato della partenza e del percorso, il secondo della descrizione dei luoghi, il terzo della gestione del campo base, della cena e della colazione. I tre gruppi si sono poi alternati durante l’avventura, svolgendo ciascuno per due volte ogni mansione.          «Ci siamo incontrati più volte prima della partenza, non abbiamo mai smesso di guardarci negli occhi, di raccontarci, e non sono mancati, per ognuno di loro, sin dall’inizio, i “compiti a casa”.- dice il leader della missione – Un’avventura che non è stata solo un’impresa sportiva di squadra, ognuno in sella alle proprie bici, ma un vero e proprio percorso formativo, prima, durante e dopo».

busto ite tosi islanda – MALPENSA24
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