«A Cassano Magnago opposizioni ce ne sono?»

Cassano magnago massimo crespi

È emblematico quel gesto, quel dito del Sindaco Cassani in direzione del pubblico, della cittadinanza gallaratese che rivendica confronto, pone questioni insolute ed attende repliche costruttive e distensive.

Non mi fermo nella mia Città natìa, m’allargo sino a comprendere i confini della Città dove risiedo: Cassano Magnago.

Qui il Sindaco Ottaviani, quel dito, non lo farebbe. Lo si conosce come persona civile, educata, pacifica. Peccato però lo facciano, metaforicamente, molti tra i suoi sostenitori politici. La direzione è la stessa: chi non la pensa come loro, sedicenti detentori di un potere civico che però risulta, alla fine, minoritario contando, oltre che di fatto debole.

Ed il fatto è che questa amministrazione, questa giunta, questi protettori del bene comune e questi suggeritori del senso proprio, potrebbero venire sollevati da un momento all’altro, qua come nel Paese dei due galli. Lo sappiano le opposizioni tutte che possiedono un enorme potere, e democratico: quello del giorno d’oggi.

Basterebbe poco. Poco si capisce perché non lo facciano ancora. Ma come? Sarebbe sufficiente e neanche necessario percorrere le strade della città di San Maurizio. Osservare ed allargare lo sguardo con attenzione; soprattutto monitorando ogni cosa, mostrandolo, testimoniandolo a gran voce e quotidianamente. Come d’altronde si sta facendo nei quartieri gallaratesi …

Non c’è via, piazza, parcheggio che non presenti problemi; in ordine di sicurezza, ambiente, vivibilità. Sarebbe sufficiente registrare ed intervistare coloro i quali avrebbero dovuto divenire protagonisti delle vicende cittadine ed ottenerne ruoli, riconoscimenti: giovani in crisi, famiglie difficili, senilità a rischio.

Verrebbe fuori il vero. Che dei più giovani si straparla se se ne parla, che ci si riempie la bocca sorridente nascondendo il niente, che decine di anziani sono rinchiusi nei piani degli appartamenti ignorati, nascosti, scomposti; che si comincia ad abitare nelle auto od a lavorare nei boschi, per forza! Abitiamo qua, vero?

Dov’è la così suggerita “cittadella dei giovani” promessa ventura nella campagna elettorale? E dove quei centri sociali polivalenti in autogestione e prossimi per i ritrovi dei nostri pensionati, così preziosi? Dove la abbandonata periferia dei bambini da trasformare a loro immagine e somiglianza?

Basterebbe fare cultura, ma prima conoscerla. Mai impressionarla facendola scappare …

Basterebbe finirla di scrivere proclami rivelatori di insufficienze e nobili post di qualcun altro, mostrandosi coraggiosi, in fondo. Od almeno popolari!

Nel giorno d’oggi servirebbe muoversi, insieme, ed affrontare tutto questo male comune. Si vincerebbe, no?

Opposizioni ce ne sono?

Viva Gallarate! È viva Cassano?

Massimo Crespi 

Taglio del bosco a Gallarate, ambientalisti sugli alberi. Il sindaco “saluta” col dito medio

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