Busto, lo scheletro da Palaghiaccio a Palaginnastica. Ma le travi potrebbero “salvarsi”

BUSTO ARSIZIO – Lo smontaggio del tetto che sormonta lo “scheletro” del mai compiuto Palaghiaccio di Beata Giuliana è il primo atto della transizione verso il nuovo Palaginnastica, che richiede più spazio in altezza per gli atleti. Ma le maxi-travi in legno, che erano il segno distintivo del progetto originario del Palaghiaccio, potrebbero essere “salvate”: l’impresa CGM Costruzioni di Castellanza, che guida l’appalto da oltre 10 milioni di euro dell’opera, sta infatti valutando come recuperarle e riutilizzarle una volta che verranno smontate.

Quale futuro per le arcate?

Le grandi arcate in legno rivolte verso il basso non sono compatibili con la ginnastica artistica e ritmica e saranno rimosse, per rimpiazzarle con un tetto “tradizionale”, che guarda verso il cielo. «Faremo di tutto per recuperarle» aveva assicurato Salvatore Raniolo, l’imprenditore titolare della CGM Costruzioni in occasione dell’avvio della cantierizzazione del nuovo Palaginnastica. L’idea è di riutilizzarle in qualche modo, magari anche nello stesso parco che attornierà il nuovo impianto sportivo. Nel frattempo il tetto della struttura di via Minghetti, che era stato realizzato nel 2012 prima del definitivo stop al cantiere del Palaghiaccio, è stato rimosso. Ora l’obiettivo è di accelerare con i lavori per centrare la scadenza della primavera 2026, termine ultimo per la consegna dei cantieri PNRR.

Busto, Palaghiaccio addio: smontato il tetto. Cantiere del palaginnastica nel vivo

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