VARESE – Sarà Fabio Passera la novità nella lista del PD, per le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale in programma per fine settembre. Per il resto la linea dei Dem è quella di confermare (quasi) in toto la squadra uscente e rinnovare il sostegno a Marco Magrini. Insieme ai voti e ai consiglieri che verranno eletti sotto il grande cappello del listone civico di centro.
Gilli resta dov’è: al centro
Quelli appena trascorsi sono stati due giorni di intenso confronto sulla linea Varese-Saronno. Nessuno dell’attuale maggioranza che governa a Villa Recalcati ha messo in dubbio la candidatura dell’ex sindaco saronnese, e attualmente consigliere comunale, Pier Luigi Gilli (foto a sinistra). Però a un certo punto è spuntata l’ipotesi di candidare Gilli in lista con il PD. Un segnale di campo largo, anzi larghissimo se fosse andata in porto. Alla fine però Gilli resta nel suo alveo politico a lui più congeniale, ovvero al centro e intruppato con tutti i civici. Ora, dopo aver confermato la posizione politica, l’ex sindaco di Saronno ha il compito di aggregare voti attorno al proprio nome e incassare le preferenze necessarie per essere eletto in Provincia.
E se Pier Luigi Gilli sta con i civici, Fabio Passera (foto a sinistra), ex sindaco di Maccagno e figura storica dei Dem del Nord, sarà candidato nella lista del PD. I ben informati dicono che Passera ha le carte in regola per sbarcare nell’emiciclo di Villa Recalcati. Confermate invece le candidature degli uscenti tra cui quelle del consigliere varesino Michele Di Toro, della bustocca e attuale vicepresidente della Provincia Valentina Verga; del gallaratese Carmelo Lauricella e Alessandra Agostini da Caronno Pertusella. Ancora in forse Cecilia Carangi.
Torna in campo l’ipotesi Bellaria
Si continua invece a lavorare per mettere in lista una figura di peso e che possa essere punto di riferimento per tutta l’area Malpensa. E qui torna in campo l’ipotesi Stefano Bellaria. Attorno al nome del sindaco di Somma Lombardo, infatti, è accaduta la stessa cosa di Gilli, ma al contrario: tra i civici c’è stato chi ha provato a coinvolgere Bellaria nella lista La Provincia al centro. Idea castrata quasi sul nascere. Se Bellaria (che tra l’altro da candidato presidente sfidò Emanuele Antonelli) si candiderà, lo farà nella sua casa politica naturale.
Democratici e civici. E anche Verdi e Cinque Stelle
Cantiere ancora aperto nell’ala più a sinistra della coalizione allargata. Da giorni, infatti, i vertici provinciali stanno dialogando con i Cinque Stelle e i Verdi per capire se ci sono le possibilità di qualche candidatura in tal senso. Al momento queste caselle sono ancora vacanti.
I conti ponderati senza l’oste
Quelle provinciali sono elezioni di secondo livello. Destinate a sindaci e consiglieri comunali il cui voto ha un peso (ponderato) sulla base della grandezza (numero di cittadini) del proprio Comune. Questo significa che, bene o male, i partiti conoscono il proprio peso e possono già fare i conti di quanti voti incasseranno. Stesso discorso i singoli candidati. Anche loro quindi, possono fare quattro conti. Certo, poi nel segreto dell’urna tutto è possibile.
I dubbi dei Fratelli. E di Franco Compagnoni
Detto ciò, questi sono giorni decisivi per chi vuole candidarsi. Sono i giorni in cui si contano i voti sicuri che ogni concorrente ha e quelli probabili che chi è in lizza pensa di avere. Sono i giorni in cui si incassano le garanzie dei vertici di partito di avere (sempre in termini di preferenze) quanto manca per fare Bingo (Bingo si fa per dire, perché in Provincia il consigliere non “vince” alcun emolumento. Gli eletti si devono beare di fama, gloria e rogne da grattare) e si tirano le somme in merito alle possibilità di elezione.
Sono giorni, dicono i ben informati, in cui Franco Compagnoni, un nome che gode di stima e che nel progetto di allargare il consenso e aprire il partito sta alla perfezione nella partita che giocherà Fratelli d’Italia, sta meditando se confermare la sua disponibilità. Detto fuori dai denti, se si guarda al passato, Compagnoni può contare su un bottino che si aggira attorno ai 600 voti ponderati. Buono, ma non sufficiente per passare qualora i Meloniani dovessero eleggere (cosa non semplice) due consiglieri. Ciò significa che all’ex candidato sindaco di Luino dovranno andare in soccorso i Fratelli militanti. Lo faranno? Questa è la prima domanda alla quale dovrà ottenere risposta.
Il Fratello n°1
Vero è che a dare la benedizione alla candidatura civica di Compagnoni è stato il Fratello numero 1 in provincia di Varese, ovvero Andrea Pellicini, compagno di lista a Luino, segretario provinciale del partito e deputato. Una scommessa che qualcuno ha definito azzardata, poiché se da un lato è vero che i Fratelli di devono aprire alle forze civiche, dall’altro è altrettanto vero che chi sale sul carro non può sempre confidare nel vento a favore di chi da tempo tira la carretta. In altre parole, Compagnoni ha pari dignità di Silvio Maiocchi di Caronno, che molti danno per favorito dopo il presidente del consiglio di Gallarate Marco Colombo, oppure degli underdog della lista quali Stefano Romano (in rotta con il partito in quel di Sumirago, come per altro anche Marta Birigozzi candidata e in disputa con gli altri Fratelli di Vergiate) o Luca Calamari, consigliere comunale di Marnate, che dovrebbe avere dalla sua buona parte della Valle Olona. Calamari, infatti, condivide l’esperienza amministrativa con un volto storico del partito qual è Sandro Bonfanti, non candidato per Villa Recalcati (lui però è stato assessore con la presidenza Galli), ma uomo capace di drenare voti.
