VARESE – Chicco Vettori ci sarà (anche se non potrà contare sul bacino di voti di Pietro Zappamiglio ormai passato in Fratelli d’Italia). Mentre Simone Longhini ha fatto un passo indietro e non si candiderà alle prossime elezioni provinciali, tenendo fede a quanto aveva detto nel suo discorso di insediamento da segretario provinciale. Ovvero: «Non tanti ruoli concentrati in poche mani, bensì Forza Italia deve giocare di squadra, dare opportunità di crescita a più persone possibile con un obiettivo: essere presente in quello spazio politico compreso tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. In una parola, al Centro».
La sorpresa civica
Nelle ultime ore però è spuntato un nome di area civica che, qualora confermato, potrebbe davvero sparigliare i conti fatti fino a questo momento. Oltre che risultare indigesto, se si ragiona in ottica campo largo, a una parte del Partito Democratico. Stiamo parlando di Irene Bellifemine, civica (certo), ma sostenuta anche da Italia Viva. I renziani, ma anche i Cinque stelle, hanno appoggiato la sindaca nella sfida “sorellicida” con la dem Cannito.
Ma qui arriva il nodo. Italia Viva, o comunque quell’area politica, oltre a Matteo Marchesi (sindaco di Sangiano) chi mette in campo per Villa Recalcati? In lista dovrebbe esserci anche l’ex sindaco di Saronno Pier Luigi Gilli, il quale però, più che un renziano, in realtà è anello di congiunzione anche con Azione e uomo molto vicino a Gianfranco Librandi. Centrista centrista.
Ora, visto che il bacino politico è quello, la domanda è: chi ha i voti per entrare in consiglio? Gilli dalla sua dovrebbe avere quelli pesanti di Saronno (ma non solo). Anche se c’è chi spiffera che l’ex sindaco “amaretto” potrebbe non godere più dei voti dem della sua città dopo aver scelto il campo civico anziché quello democratico. Bellifemine, invece, potrebbe “sgraffignare” voti (anche pesanti) in quella parte di Pd che, ufficialmente, non l’ha sostenuta nella corsa da sindaco di Malnate, ma ha sempre manifestato stima nei suoi confronti. E poi c’è Marchesi, la nouvelle vague, il cui peso politico è tutto da testare. Insomma, campo largo e partita aperta.
I nomi forzisti in corsa
Tornando a Forza Italia, dove invece le cose sono più definite, occorre dire che ci sono i nomi degli altri candidati. Si va dal lavenese Giuliano Besana, a Giacomo Iametti, ex candidato sindaco a Cardano al Campo; passando per Orazio Tallarida, consigliere di Busto Arsizio, e Susy Pozzato, consigliera di Gorla Maggiore, eletta con la maggioranza di governo, ma che di recente ha preso le distanze politiche dal sindaco Pietro Zappamiglio dopo che questo è passato in Fratelli d’Italia. Pozzato, per lo meno la versione ufficiale dice così, qualche tempo fa ha lasciato anche le deleghe da assessore.
Niente bandiere di partito per un centro più forte
La Provincia al centro – Civici, Moderati e Popolari. Un nome un po’ lungo ma utile a delineare i confini di un centro tanto ampio quanto – come si può vedere anche sopra – ricco di sfumature. Che spesso significa corsa separata in caso di elezioni nazionali, regionali e anche amministrative, ma per Villa Recalcati si fa eccezione. E non è la prima volta quando si parla di Provincia (Gunnar Vincenzi e la sua vittoria docet).
La ratio dell’operazione la spiega lo stesso Simone Longhini: «I nomi dei nostri candidati? Credo che la cosa più importante sia comprendere a fondo il senso politico di questo rassemblement. Forza Italia ha deciso, e non è la prima volta, di non schierare la bandiera del partito per dare forza al civismo. Ma anche all’unione in un unica lista di quelle forze politiche centriste quali Italia Viva, Azione e Udc».
Bene, ma guai a parlare di “Patto del Nazzareno rispolverato in salsa local”. «E’ un patto per rafforzare il centro», taglia corto Longhini. Che spiega anche la sua non candidatura: «Candidandomi avrei dato un peso partito alla lista visto che sono segretario provinciale. Inoltre avevo detto a inizio di mandato che avrei lavorato per costruire una squadra in cui più gente possibile e disponibile avrebbe trovato spazio. L’ho fatto fin da subito cedendo il ruolo di capogruppo in Provincia a Vettori e lo ribadisco candidando persone del partito in cui confido e mi fido».
Elezioni provinciali, si muovono i civici: dentro Pier Luigi Gilli, fuori Barcaro
Elezioni provinciali, pronta la lista dei Fratelli: Compagnoni possibile sorpresa
