Gallarate, bosco ad alta tensione: non si ferma la protesta. Arriva anche la celere

GALLARATE – Giorno dopo giorno, gli ambientalisti sono ancora lì. Oggi, 31 agosto, un nuovo capitolo della lotta portata avanti dal comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate”, fuori dal bosco. E con il gruppo dei giovani Tanuki, barricati all’interno del cantiere. Proprio questa mattina le forze dell’ordine hanno effettuato un altro sopralluogo sul posto per monitorare la situazione. Con alcuni momenti di tensione e scambi accesi con i manifestanti, alcuni dei quali sembra siano arrivati a lanciare sassi in direzione di agenti e militari. Successivamente, è stato anche necessario l’intervento di un’ambulanza per soccorrere un cittadino che – dai primi racconti dei presenti – pare aver avuto un mancamento nella frenesia delle circostanze.

L’arrivo della celere

Nel primo pomeriggio, invece, sul posto è arrivato anche un blindato della celere (foto in apertura dell’articolo). La presenza del reparto mobile della polizia di stato – che generalmente interviene in situazioni di disordine pubblico – è legata all’attività di prevenzione portata avanti da agenti e militari negli ultimi giorni. Segnale che le forze dell’ordine sono presenti e che il taglio degli alberi è sempre più vicino.

La protesta continua

Il comitato – con i vari sostenitori della causa – ha raccontato gli ultimi giorni di presidio in via Curtatone. «Dopo il colloquio avuto con il Comune, ci è stato detto che ci avrebbero fatto sapere qualcosa. E questo è il “vi faremo sapere” da parte loro, controlli e incursioni da parte delle forze dell’ordine», il commento di Filiberto Zago. «Ci vogliono demoralizzare, ma noi andiamo avanti». Così Laura Pastorelli: «La risposta è stato l’uso della forza. Anche se non concentrata in un’unica azione, ma in una serie di intervento continui». I dettagli nel video sotto:

La «strategia»

Voce ai giovani: il portavoce Ulisse ha raccontato la «strategia» messa in campo, che «sta mettendo fortemente in difficolta le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale». Ha aggiunto: «Per questo stanno cercando, in un modo sconclusionato, di allontanare e intimidire chi si avvicina: chiedono documenti in un presidio pacifico e autorizzato».

Ricordando poi che «sono stati notificati fogli di via e provvedimenti». Fra i riferimenti anche l’episodio dello scorso martedì, quando una ragazza è stata fermata – e poi rilasciata – durante il primo blitz. «Un atteggiamento violento e inaccettabile, visto che è stata spogliata e perquisita più volte», è il commento. Nel video, il suo intervento:

Il sostegno esterno

Nel frattempo anche l’associazione “Casa delle donne” ha preso parte alla protesta. E oltre a fare presenza al presidio, ha diffuso una nota in cui prende posizione. Eccola:

L’Associazione Casa delle Donne “Anna Andriulo” Gallarate Aps-Ets, è solidale e sostiene la lotta che, donne e uomini gallaratesi e non, stanno portando avanti per salvare dalla distruzione il bosco di Via Curtatone.
Un bosco non è costituito solo da piante e animali (che già basterebbe come motivo di rispetto e tutela), ma è un organismo complesso intrecciato e interconnesso alle energie della terra e delle persone che lo abitano e lo respirano, in uno scambio profondo di bellezza e nutrimento, che va al di là della semplice percezione sensoriale.
L’inaridimento del territorio, con la costruzione cementifera, un comportamento aggressivo, utilitaristico e di sfruttamento senza limiti delle risorse e della natura, sono portatori di una modalità di relazione basata sull’annientamento e prevaricazione dell’altro, in un mero meccanismo vincente/perdente di potere e competizione, anziché di ascolto e collaborazione . È lo stesso atteggiamento che osserviamo quotidianamente nelle relazioni, anche in quelle a noi più vicine, fino ad arrivare purtroppo alle numerose guerre presenti nel mondo.
Un potere sordo e arrogante, con la distruzione di questo bosco vuole dare un messaggio soprattutto alle/ai giovani e a tutte le persone che resistono. L’ assenza totale di consapevolezza , alimenta un processo pericoloso e generalizzato di autodistruzione della specie umana e di molte specie animali e vegetali.
C’è una relazione profonda tra l’oppressione e la violenza nei confronti delle donne e il dominio sulla natura da parte di questo sistema distruttivo vigente . Soprattutto le donne sono state e sono nel mondo le principali artefici di movimenti in difesa della terra e della natura.
Le donne hanno uno straordinario potere dentro di loro, una forza innata, e proprio per questo hanno la possibilità di essere da traino per la costruzione di un mondo migliore rispettoso anche degli altri abitanti del pianeta, partendo proprio anche dal nostro territorio

Gallarate, blitz al bosco via Curtatone: taglio degli alberi ormai imminente

Gallarate, blitz nel bosco di via Curtatone. Tensione tra polizia e ambientalisti

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