PADERNO DUGNANO – «Ho compiuto questo gesto perché pensavo in quel momento che potesse essere la soluzione a un malessere che provavo da giorni, ma non ce l’avevo con la mia famiglia, non ci pensavo dal giorno prima, anzi pensavo anche ad altre soluzioni come andarmene di casa». Lo ha ribadito davanti al Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano, il 17enne che lo scorso fine settimana ha accoltellato a morte i genitori e il fratellino di 12 anni. Il suo avvocato ha chiesto che sia trasferito in una comunità, mentre lui ha già chiesto di poter vedere i suoi nonni.
Le dichiarazioni al giudice
Ha parlato ancora del suo “malessere“, del suo senso di costrizione che lo avrebbe spinto a impugnare un coltello e sferrare 68 colpi al fratello minore Lorenzo, a mamma Daniela e papà Fabio. In un’ora e mezza, secondo quanto poi riferito dal suo avvocato, il minorenne ha di fatto ribadito i concetti già espressi nei precedenti interrogatori, raccontando di questo peso che lo faceva sentire «solo in mezzo agli altri» da diverso tempo. L’omicidio però, avrebbe spiegato, non sarebbe stato pianificato, ha raccontato di aver pensato anche ad alte soluzioni, come andare via da casa.
Nessun movente chiaro quindi, nelle sue dichiarazioni, e che potrebbero rappresentare la spinta a chiedere un esame prischiatrico approfondito.
La vicinanza dei nonni
I genitori di sua madre Daniela, che ieri hanno incontrato l’avvocato del nipote, seppur scioccati e devastati dal dolore per la perdita della figlia, del genero e del nipote più piccolo, hanno fatto sapere di volerlo incontrare per capire e di non volerlo abbandonare.
