Ex Borri, Busto dice stop: «Impossibile rispettare le scadenze Pnrr». Via l’appalto

L'ex calzaturificio Borri è la principale tra le opere finanziate con i fondi del PNRR a Busto

BUSTO ARSIZIO – «Gravi e reiterati inadempimenti»: l’amministrazione comunale straccia il contratto con l’operatore che si era aggiudicato l’appalto integrato per la riqualificazione dell’ex Calzaturificio Borri di viale Duca d’Aosta. Era l’ultimo cantiere PNRR atteso in rampa di lancio, ma a questo punto non partirà: il Comune di Busto Arsizio ha deciso di gettare la spugna a fronte del «cronoprogramma irrealistico» presentato dall’operatore. In caso di mancato completamento dei lavori entro marzo 2026, l’amministrazione si esporrebbe al rischio di perdere i finanziamenti europei, e quindi di provocare un «danno erariale».

Lo stop al contratto

La delibera con cui la giunta Antonelli ha detto stop ai ritardi del cantiere più atteso tra quelli finanziati con i fondi del PNRR è stata approvata nella seduta di ieri, 4 settembre. Un atto che chiude una fase di “contraddittorio” «per la risoluzione del contratto» con le imprese che si sono aggiudicate l’appalto integrato per la riqualificazione dell’ex Borri. «Il comportamento dell’operatore economico ha integrato gravi e reiterati inadempimenti, i quali – si legge nella delibera – costituiscono chiari e incontrovertibili presupposti per l’applicazione delle clausole risolutive espresse previste nel contratto e nel capitolato ad esso allegato, entrambi sottoscritti dalla Società Neocos». Insomma, Busto dice basta e si prepara a levare l’appalto al consorzio di imprese che se l’era aggiudicato.

Fuori tempo massimo

Per l’amministrazione comunale infatti il cantiere ormai è fuori tempo massimo: «Non è in alcun modo possibile, allo stato di fatto, realizzare l’opera all’interno del PNRR, nelle stringenti tempistiche previste, in conseguenza dei gravi inadempimenti e ritardi accumulati» si legge nella delibera, che demanda al dirigente alle opere pubbliche la definitiva risoluzione del contratto. La scadenza del marzo 2026, con un progetto esecutivo ancora non presentato e un cantiere non ancora avviato, risulterebbe impossibile da centrare, con il rischio poi di dover restituire i 6 milioni di euro – sui 15 milioni con cui il governo ha finanziato i progetti Pinqua – necessari per la sistemazione dell’ex Calzaturificio. Il pessimismo del sindaco, espresso a fine luglio in commissione e in consiglio comunale, era quindi giustificato.

E adesso?

Che ne sarà a questo punto del progetto dell’ambizioso Auditorium musicale e degli uffici comunali da spostare all’ex Borri? Ancora non si sa. L’amministrazione per ora ha chiesto ai tecnici di fare delle valutazioni a riguardo e probabilmente sottoporrà il problema al governo per capire se ci potranno essere spazi per derogare alle scadenze imposte dal PNRR. Altrimenti si dovrà ricominciare, per l’ennesima volta, da capo. Trovando ulteriori risorse per completare la ristrutturazione che era stata iniziata dall’operatore (il Gruppo Alfano) che in passato aveva realizzato il supermercato Coop di viale Duca d’Aosta.

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busto arsizio ex Borri PNRR – MALPENSA24
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