GALLARATE – Di rimandare il taglio degli alberi di via Curtatone oltre il 15 ottobre, non se ne parla. Su questo punto – inserito fra le proposte di Legambiente Lombardia per trovare una soluzione condivisa alla protesta di Gallarate – il sindaco Andrea Cassani è stato chiaro: «Non ha senso, sono appalti milionari e possono esserci ripercussioni ben più ampie». Lo ha detto in Commissione Lavori Pubblici questa sera, 11 settembre, convocata per discutere gli sviluppi del Grow29, il nuovo campus scolastico Cajello e Cascinetta. Ma anche per aggiornare sulle novità dopo l’incontro con il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, chiamato in causa per mediare. E c’è una scadenza, definitiva, per liberare il bosco attualmente occupato: lunedì 16 settembre.
Non si rinvia il taglio
In aula è stato fatto un riassunto su tutto l’iter di Grow29, fino alla protesta degli ambientalisti che si è trasformata in un presidio fisso in via Curtatone. Nei giorni scorsi Legambiente Lombardia, per voce del presidente Barbara Meggetto, ha inviato al sindaco tre proposte con l’obiettivo di trovare una mediazione fra le parti. Il risultato: «Hanno chiesto – ha ricordato Cassani – di avere indicazioni sul mantenimento di alcune essenze arboree e il Parco del Ticino ha fatto presente che avevamo dato garanzia di mantenere anche le piante indicate e non solo quelle prescritte. Massima attenzione per gli alberi che possono avere un pregio in un bosco giovane». Inoltre, «abbiamo acconsentito» alla richiesta di vedere se ci fossero animali morti nel bosco. Mentre il terzo punto, quello che prevedeva il rinvio del taglio oltre il 15 ottobre, è stato respinto: «Si accumulano ritardi. E poi il regolamento del verde, a cui in molti fanno riferimento, non è applicabile al caso di trasformazione in atto. Lo hanno detto sia i nostri tecnici, sia quelli del Parco. E lo ha evidenziato anche il prefetto».

La mediazione del prefetto
Proprio il prefetto ha avuto un ruolo fondamentale nella mediazione. Ha detto il sindaco: «Ha chiesto alle persone del comitato Salviamo gli alberi di Gallarate di farsi garanti dei soggetti all’interno del bosco e di farli uscire, inizialmente, entro questa mattina per permettere a Comune, Parco e chi volesse del Comitato di accedere e valutare la presenza di altre essenze da mantenere». Termine che poi è stato spostato: «Entro lunedì mattina, 16 settembre, l’area dovrà essere liberata. Proprio quella mattina verrà effettuato un sopralluogo».
Oggi, inoltre, sono state installate delle fototrappole per vedere se ci sono animali: «Sono previste due settimane di tempo per svolgere le ricerche, poi i lavori riprenderanno».
Le richieste delle minoranze
Dal fronte delle opposizioni, oltre una serie di chiarimenti, gli interventi si sono concentrati sulla richiesta di maggior comunicazione e una migliore condivisione degli sviluppi con tutte le realtà interessate. Come residenti, associazioni o comitati. Mantenendo un punto fermo: le compensazioni ambientali previste restino sul territorio di Gallarate e che si conservino le piante di pregio. Posizioni espresse da Giovanni Pignataro (Pd), Cesare Coppe (CèV) e Massimo Gnocchi (Ocg).
Parola agli ambientalisti
Come prevedibile, in aula era presente un pubblico più nutrito del solito. Il comitato è anche potuto intervenire ed è stata Laura Pastorelli a farsi portavoce degli ambientalisti con un lungo intervento: «Ci stiamo battendo e siamo in presidio per difendere il bosco, un’area di dimensioni relativamente ridotte ma che si è dimostrata ricca di biodiversità». Per questo «abbiamo chiesto di sospendere il taglio fino a metà ottobre e di permettere agli esperti faunistici da noi contattati di studiare un piano di soccorso e di salvaguardia degli animali». E ancora: «Il Comitato ha da tempo evidenziato le più ampie criticità, ambientali e sociali della parte del progetto che riguarda la costruzione del polo scolastico». Concludendo con la richiesta di utilizzare i fondi di Grow29 «per un’opera che sia ricordata non come un ennesimo spreco di denaro pubblico o come occasione speculativa, ma come un’opera a misura del benessere dei cittadini, dell’ambiente e della salute di tutti».
La lettera di Legambiente
Nel frattempo, Legambiente Lombardia ha diffuso una nota in cui viene ringraziato il prefetto «per la disponibilità alla mediazione e per il tempo supplementare concesso per attivare i tecnici faunistici e riconquistare quella fiducia che è mancata in questi mesi». Ecco il testo completo:
I tempi sono sempre più stretti per salvare, tutto o in parte, il Bosco di Via Curtatone. Grazie alla lettera inviata da Legambiente alla Prefettura, si è attivato un tavolo di mediazione, coordinato dal Prefetto di Varese, che ha riunito Comune di Gallarate, Parco del Ticino, Comitato Salviamo gli Alberi di Gallarate e Legambiente.
In discussione tre punti: allontanare il taglio del bosco dal periodo in cui ancora fauna e avifauna potrebbero essere alle prese con le ultime cucciolate, verificare la presenza di animali nel bosco a rischio al momento dell’eventuale taglio, salvaguardare, come invitato dal Parco del Ticino nell’autorizzazione al taglio, le fasce a Nord, verso l’autostrada, e a Est. Tre condizioni poste anche dal Comitato fin dall’inizio, rimarcate da Legambiente, ma non considerate dall’Amministrazione Comunale che, invece, in una versione riformulata, ha acconsentito a discuterne.
Al tavolo di mediazione sono state portate istanze per salvaguardare una parte del bosco e gli animali ancora presenti. Richieste che da mesi potevano essere prese in carico e far così scrivere una storia diversa, di ascolto e partecipazione. Ci rendiamo conto che ciò che è emerso dall’incontro non soddisfi chi sta difendendo strenuamente il bosco. Riaprire la discussione però ha permesso, grazie soprattutto alla mediazione prefettizia, di far comprendere meglio le proposte e le problematiche dell’area e suggerire variazioni che se colte, migliorano preventivamente un progetto che finora nessuno ha ancora visto. Non dimentichiamoci che si è deciso di costruire una scuola in un’area a ridosso di un’autostrada e una ferrovia, attutire i rumori e mitigare l’effetto delle polveri sottili generate dal traffico veicolare è assolutamente necessario per la salute di bambine e bambini.
Legambiente continua a ritenere sbagliata la localizzazione dell’opera, per questo ogni miglioramento del progetto non può che essere importante.
Ci auguriamo che i consiglieri della Lavori Pubblici, convocata per oggi, chiedano di introdurre quei correttivi utili in fase di progetto esecutivo a salvaguardia della biodiversità e del benessere dei ragazzi. Purtroppo, l’unica cosa sensata da fare sarebbe trovare un’altra area su cui costruire la scuola, senza inficiare l’intero progetto.
Opzione, questa, che il buon senso direbbe di perseguire, ma che nei fatti Palazzo Broletto esclude perentoriamente.
Bosco di Gallarate, Legambiente cerca la mediazione col sindaco. Le tre proposte
