Bosco di Gallarate, Pd: «Non si può salvare. Il Comitato accetti la mediazione»

Gallarate bosco partito democratico

GALLARATE – Entra in gioco il Partito democratico di Gallarate nello scontro in atto dallo scorso 5 agosto tra l’amministrazione Cassani e il Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” sull’abbattimento del boschetto di via Curtatone, destinato a lasciare posto al nuovo campus scolastico di Cajello-Cascinetta. In una nota, diramata dalla segretaria cittadina Anna Zambon, la prima forza di opposizione in città chiede agli ambientalisti di «accettare le condizioni di mediazione emerse dal tavolo con il prefetto e l’amministrazione». Una posizione di realpolitik che prende atto dell’impossibilità di salvare l’area verde: «Il progetto Grow29 non si può realisticamente cambiare radicalmente salvando il bosco perché la giunta Cassani ha già aggiudicato appalti, per recedere dai quali dovrebbe pagare pesanti penali».

La nota del Pd 

Di seguito la nota integrale del Partito democratico inviata alla vigilia della manifestazione degli ambientalisti in programma domani alle 16 con partenza dalla stazione e arrivo in via Curtatone alle 18: 

Nella vita bisogna sempre lottare e sognare, comprendendo però ciò che si può cambiare e ciò che non si può cambiare.

Il progetto Grow29 non si può realisticamente cambiare radicalmente salvando il bosco perché la giunta Cassani ha già aggiudicato appalti, per recedere dai quali dovrebbe pagare pesanti penali, e ha vinto il bando proprio proponendo di fare una scuola dove c’è il bosco.

Nel 2021 come PD avevamo proposto un progetto che manteneva il bosco e riqualificava le scuole esistenti. Non siamo stati ascoltati.

Poi ripetutamente nel 2022, 2023 e 2024 abbiamo poi volte chiesto l’avvio di processi di partecipazione e la realizzazione di compensazioni ambientali nei quartieri di Cascinetta e Cajello: non siamo stati ascoltati ancora una volta.

Nella primavera del 2024 il comitato salviamo gli alberi ha iniziato sino ad oggi la sua campagna per salvare il bosco e, attraverso l’accordo davanti al prefetto, ha ottenuto di salvare le piante di maggior valore e di tutelare la fauna, costringendo il sindaco che aveva mostrato il dito medio a promettere compensazioni in loco e l’avvio di un processo di partecipazione.

L’azione di presidio e protesta del comitato ha quindi ottenuto un risultato importante, il massimo raggiungibile concretamente.

Oggi abbiamo però appreso dalla stampa che gli attivisti di via Curtatone non intendono accettare le condizioni di mediazione emerse dal tavolo con il prefetto e l’amministrazione, affermando di volere fermare la protesta solo se il bosco non sarà tagliato. Ci pare una posizione che rischia di disperdere il risultato concreto che è stato raggiunto.

Come Partito Democratico di Gallarate chiediamo al comitato di riflettere e riconsiderare la sua posizione. Il bene è spesso frutto della mediazione e non della impossibile distruzione del nemico.

Le posizioni ideologiche non fanno mai il bene della comunità e, spesso, disperdono i risultati visibili già ottenuti.

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