GALLARATE – A questo punto è evidente che il tentativo di mediazione messo in atto dalla prefettura di Varese è fallito, così come è caduto nel vuoto l’appello del Partito democratico, prima forza d’opposizione a Gallarate, ad abbandonare le forme di lotta in atto dal 5 agosto scorso. Gli ambientalisti del presidio di via Curtatone non hanno alcuna intenzione di alzare bandiera bianca e lo hanno detto chiaramente oggi pomeriggio, 15 settembre, durante il corteo che dalla stazione ferroviaria ha raggiunto l’area verde di via Curtatone pronta a essere sacrificata per lasciare posto al nuovo campus scolastico di Cajello-Cascinetta.

Non molliamo
«Il cantiere è fermo, la mobilitazione continua e non si arrende», ha detto al microfono uno degli attivisti mentre dal corteo si alzava il coro: «Giù le mani dal nostro bosco». Circa duecento i partecipanti. Tra loro anche alcuni rappresentanti politici, come Massimo Uboldi del Movimento5stelle che ha invitato il sindaco Andrea Cassani a «usare la testa» e riconsiderare «un progetto che i cittadini non vogliono». Da Milano è tornato a Gallarate il consigliere comunale di Europa Verde, Carlo Monguzzi, che al termine ha dichiarato: «Bella e partecipata manifestazione oggi a Gallarate per salvare i 15mila metri quadrati di bosco di via Curtatone. Abbiamo aggiunto i 50mila metri quadrati di verde di San siro dove squadre e sindaco Sala vogliono fare il secondo stadio. Ci sono i cambiamenti climatici e bisogna disasfaltare, non fare il contrario e uccidere il verde».
Bosco di Gallarate, Pd: «Non si può salvare. Il Comitato accetti la mediazione»
