CASTELLANZA – Il caso del rumore e delle vibrazioni provocate dalla centrale elettrica Ime Power arriva in commissione tecnica a palazzo Brambilla, alla presenza di tutti gli enti preposti (Provincia, Arpa e ATS). «Ci hanno presentato un programma di spesa di oltre 2 milioni di euro – fa notare il presidente della Provincia Marco Magrini, affiancato dai tecnici di villa Recalcati – se a dicembre non saranno ancora rispettati i parametri non ci sarà più una diffida, ma la sospensione dell’attività. Spero e credo che non vadano a buttare via i soldi. Se non risolve il problema, chiude». Ma per Provincia è solo una “extrema ratio”: c’è fiducia in una soluzione possibile.
Gli impegni
I cittadini stanno vivendo «l’inferno», ma i tempi prospettati dal presidente della Provincia non sono comprimibili. Lo ha spiegato lo stesso Magrini ai cittadini che vivono vicino alla centrale, presenti nella sala consiliare del Comune di Castellanza, gremita di cittadini e rappresentanti politici. «La ditta è interessata a rispettare le prescrizioni. Per quel che ci riguarda, finora è stato rispettato quanto concordato». Il presidente fa riferimento alla diffida emessa da Villa Recalcati lo scorso 31 luglio. Basata su tre punti – ricorda Magrini – non lavora di notte, con una “finestra” di 30 ore in tutto per garantire la produzione in caso di blackout; fine lavori entro il 30 novembre; nuovi rilievi acustici entro il 30 dicembre per garantire il non superamento delle soglie».

I lavori per “silenziare” il rumore
Si dovrà quindi aspettare alla fine dell’anno per capire se i lavori avranno prodotto l’effetto di mitigare il rumore e le vibrazioni che stanno tormentando da più di un anno i cittadini che vivono attorno all’impianto gestito da Ime Power. I lavori sono iniziati nei giorni scorsi. Prevedono la sostituzione dei silenziatori sui quattro motori della centrale e delle prese d’aspirazione dell’aria sul lato verso via Pomini. Che è il lato dell’impianto dove le analisi hanno rilevato maggiore rumore. Ime Power aveva già eseguito alcune opere di mitigazione sui camini nel 2023, ma non erano risultati risolutivi sul Comune di Castellanza, mentre le segnalazioni si erano interrotte a Olgiate Olona. Il presidente Magrini invita quindi ad aspettare che gli investimenti producano effetti, anche perché finora l’azienda ha mantenuto gli impegni. «Sul funzionamento notturno, ad agosto l’impianto ha lavorato per 3 ore e 55 minuti, a settembre per 20 minuti. Non potevamo bloccare del tutto, perché rischiavamo cause in caso di blackout».
I rilievi
D’altra parte, la situazione di superamento dei parametri di legge per il rumore è assodata. «Abbiamo rilevato in quasi tutti i punti il superamento del limite differenziale notturno – sottolinea Marco Mombelli di Arpa – ora l’azienda sta intervenendo, e aspettiamo la fine dei lavori per una nuova campagna di misurazioni in parallelo a quello che l’azienda si è impegnata a fare a dicembre». ATS Insubria, per voce di Maria Letizia Gambino, si è detta disponibile a verificare sulla popolazione interessata, «in un raggio definito, l’aumento delle richieste di farmaci e dei ricoveri, e compararla con il resto della popolazione». I controlli sulle vibrazioni, commissionati al Politecnico di Milano, hanno invece fatto emergere esiti «di basso livello».
L’opposizione incalza

Chiamato in commissione come esperto dall’opposizione, Marco Caldiroli, di Medicina Democratica, invita a non minimizzare i dati emersi dai rilievi: «Un differenziale notturno di 5 decibel, contro i 3 di legge, vuol dire quasi quattro volte l’incremento del rumore. Sono numeri importanti». Al suo fianco, il consigliere di opposizione Mino Caputo ribadisce che «la centrale non doveva essere autorizzata», dato che «i presupposti sono cambiati ma l’autorizzazione rimasta in essere»: il riferimento è al mancato collegamento al teleriscaldamento ma anche al fatto che non ci sono più impianti da alimentare. E al presidente della Provincia rivolge un appello: «Di fronte a questo problema non si proceda per proroghe infinite».
Il botta e risposta
Ma il fuoco di fila di domande dell’esponente di opposizione indispettisce Marco Magrini, che all’inizio della riunione aveva già rivendicato, come parte politica, di «metterci la faccia, senza demandare alla parte tecnica», e che vede come una sorta di “imboscata” il dito puntato della minoranza castellanzese: «Non mi è piaciuto questo approccio. La Provincia sta dalla parte dei comuni e dei cittadini. Facciamo il nostro lavoro nell’interesse dei cittadini e nel rispetto della legge, con serietà e dedizione. Vanno rispettati tempi, controlli, regole, ma anche i diritti di chi fa impresa». La vicesindaco reggente Cristina Borroni chiude la riunione sottolineando che «si sta lavorando tutti nella stessa direzione di risolvere il problema». Ma i residenti restano non troppo convinti.
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