Centrale elettrica Castellanza, i residenti: «Andava fermata. Ora basta promesse»

CASTELLANZA – «Lo stop alla centrale di notte? Un contentino, due giorni dopo l’annuncio alle 2 la centrale è ripartita». La voce di una mamma che vive in una delle case con vista sulla centrale IME Power la dice tutta sullo stato d’animo dei cittadini che combattono contro rumore e vibrazioni. «Siamo sconfortati e amareggiati» la loro reazione di fronte all’ultima presa di posizione della Provincia di Varese. «Buone intenzioni senza risultati concreti. È inaccettabile che non si sia avuto il coraggio di fermare le attività fino a trovare una vera soluzione al problema».

Il presidio

Stamattina, 25 luglio, un gruppo di residenti era nel parco a fianco di Palazzo Brambilla insieme al consigliere di minoranza Mino Caputo che ha disertato la riunione della commissione tecnica proprio per via del mancato inserimento all’ordine del giorno del tema della centrale elettrica. «Una tortura costante»: così i residenti attorno alla centrale IME Power descrivono la loro vita da quando l’impianto è in funzione. «Basta con le promesse vuote e le parole al vento. È il momento di affrontare la situazione con interventi concreti e immediati – le parole dei residenti in una lettera aperta – noi cittadini che viviamo nelle vicinanze siamo costretti a subire rumori e vibrazioni, che da oltre un anno a questa parte hanno peggiorato la nostra qualità di vita. Le rilevazioni di ARPA confermano che i rumori non sono frutto della nostra immaginazione».

Caputo contesta

«L’atteggiamento dell’amministrazione è al limite del tollerabile, è mancanza di rispetto istituzionale – tuona il consigliere comunale del Centrodestra Romeo Caputo, affiancato anche dall’ex consigliere Michele Palazzo – avevo chiesto un incontro alla vicesindaco Borroni, mi ha detto di richiamarla appena fossero arrivati i rilievi di Arpa, ma si è detta disponibile solo ad un colloquio telefonico…anche no. E la commissione tecnica su questo tema non è stata convocata e non se n’è dato nemmeno cenno. Mi sorprende il PD che prende posizione e poi accetta che non se ne discuta in commissione». Caputo contesta anche il fatto che «dopo il tavolo tecnico non risultano comunicazioni ufficiali, a parte quella del presidente della Provincia, che se la poteva risparmiare. Nell’anno e mezzo di funzionamento si sarà accesa di notte 5 o 6 volte: o non conosce i termini o voleva millantare un obiettivo che di fatto non c’è. E rimandare al 5 agosto, dopo che gli interventi eseguiti non hanno portato ad una soluzione mi induce il sospetto che non sappiano cosa fare e che finiranno con altre proroghe come per il problema delle puzze. Non va bene assecondare senza essere determinati per arrivare ad un punto fermo».

Castellanza, Provincia spegne la Centrale di notte. «Ime Power risolva i problemi»

Non solo rumore

Nel frattempo Mino Caputo, che pure concede al tavolo tecnico «il grande merito di aver certificato l’esistenza del problema», non si accontenta dei rilievi ARPA e, sulla scorta degli appelli dei cittadini, chiede altri controlli e approfondimenti. «Coinvolgendo CAP Holding per verificare che le vibrazioni non intacchino la falda, sempre ARPA per una verifica sulle emissioni, ma anche Ferrovie Nord per il tunnel ferroviario e Terna per i vincoli di rispetto ambientale dei suoi fornitori». Segnalazioni che per il consigliere dovrebbero fare l’amministrazione comunale e provinciale: «Io l’ho già richiesto, ma non ho ricevuto risposta». Tanto che Michele Palazzo tuona: «Manca il coraggio di andare contro ai poteri forti». L’esponente del Centrodestra di Castellanza contesta anche le affermazioni di Magrini secondo cui la centrale avrebbe “diritto ad esistere”. Perché, sostiene Caputo, «l’attuale autorizzazione è una proroga della concessione del 2011, quando la realizzazione dell’impianto, finalizzato ad immettere energia nella rete nazionale, era stata consentita avvalendosi del requisito di un futuro allacciamento al teleriscaldamento. Che non c’è e che per me non ci sarà mai, visto che richiederebbe un investimento da 30 milioni complessiva a cui AMGA, che nel frattempo sta investendo sul teleriscaldamento a Neutalia, non pare essere interessata».

La lettera dei residenti

Leggere l’ultimo articolo pubblicato su Malpensa24, in risposta alle nostre molteplici lamentele e segnalazioni inviate ai vari organi competenti, ci ha lasciati profondamente sconfortati e amareggiati.
È incredibile e devastante constatare come, ancora una volta, questa problematica sia stata trattata con tante buone intenzioni ma senza alcun risultato concreto che ci possa permettere di vivere decentemente.
In Italia, siamo abituati a decisioni sconsiderate come quella di collocare una centrale elettrica in una zona densamente popolata, senza che nessuno paghi per tali scelte disastrose.
Noi cittadini che viviamo nelle vicinanze siamo costretti a subire rumori e vibrazioni, che da oltre un anno a questa parte hanno peggiorato la nostra qualità di vita. Le rilevazioni di ARPA confermano che i rumori non sono frutto della nostra immaginazione.
Nonostante gli interventi attuati, i rumori, le vibrazioni e i disagi persistono, come segnalato dalle numerose e-mail inviate ai vari enti competenti.
Quando le istituzioni decidono di far valere principalmente le soluzioni mediatorie, i cittadini ne pagano purtroppo le conseguenze.
È inaccettabile che non si sia avuto il coraggio di fermare le attività fino a trovare una VERA soluzione al problema. Come cittadini, ci sentiamo profondamente addolorati da questa situazione inconcludente.
Purtroppo, non è una sorpresa; è esattamente quello che ci aspettavamo. È ora di dire basta. Le istituzioni devono finalmente prendere posizione e agire con decisione.
Non possiamo più tollerare questa assurda, costante tortura giornaliera e notturna.
Basta con le promesse vuote e le parole al vento. È il momento di affrontare la situazione con interventi concreti e immediati, mettendo al centro della discussione i veri bisogni delle persone.
La situazione è insostenibile e richiede un cambiamento radicale senza ulteriori indugi.
Non possiamo più accettare ulteriori perdite di tempo e proroghe per proporre soluzioni al problema, lasciando la centrale in funzione e costringendoci a sopportare i rumori e le vibrazioni quasi ogni giorno.
Abbiamo letto con rammarico le recenti affermazioni di IME Power. Pur riconoscendo l’importanza strategica della centrale, non possiamo ignorare il danno arrecato a noi cittadini.
Ci teniamo a sottolineare che il nostro intento non è mai stato quello di ledere l’immagine dell’azienda ma solo quello di trovare una soluzione ai rumori e alle vibrazioni.
Sottolineiamo inoltre che non abbiamo mai affermato che la centrale emetta inquinanti, esprimendo solo il timore di una possibile diffusione degli inquinanti già presenti nella zona.
Questa situazione non è più sostenibile. Come cittadini esigiamo azioni concrete e immediate.

Castellanza, il caso centrale Ime Power in Regione. Provincia convoca tutti

castellanza centrale elettrica rumore – MALPENSA24
Visited 129 times, 1 visit(s) today