a cura di Angela Bruno
Venerdì 4 ottobre
‘Landscape’s Body’, personale Iryna Maksymova su femminismo e identità
Fino al 9 novembre, il venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 19, Antonio Colombo Arte Contemporanea, in via Solferino 44, presenta “Landscape’s Body”, prima mostra personale in Italia della giovane artista ucraina Iryna Maksymova, che attraverso i suoi dipinti e i suoi arazzi tessuti a mano esplora i temi del femminismo e dell’identità nazionale, spesso sovrapponendo questi concetti in una dimensione estetica che attinge all’arte degli outsider. Il titolo si riferisce alla riflessione sulle ferite e le modificazioni subite dal territorio ucraino per la guerra con la Russia. L’artista prende spunto sia dalla fonetica femminile di parole come “Paese” e “Ucraina”, sia dalla personificazione della “Madre Patria”, così come è rappresentata nel gigantesco monumento de-sovietizzato nella Kiev storica, per raccontare attraverso le sue donne l’energia e la forza vitale di una nazione.
‘Le stelle per te, dentro’, inedita installazione Gianni Politi alla Triennale
La Triennale, in viale Alemagna 6 dalle 10.30 alle 20, organizza la mostra “Le stelle per te, dentro” un’installazione inedita appositamente concepita da Gianni Politi. Il titolo della rassegna trae ispirazione dalla raffigurazione del pensiero interiore dell’artista, reso esplicito da figure quali stelle e galassie, corpi autonomi e in perenne espansione che utilizza sia per potersi muovere all’interno della propria vita sia per orientarsi nelle sue scelte artistiche. Protagonista dell’esposizione è la grande tela intitolata “I giorni dei pentimenti”, in cui è raffigurato il volto di suo padre, immagine che ha accompagnato la sua ricerca pittorica. Dal 2012, infatti, Politi ha riprodotto più volte lo stesso soggetto: un’immagine, trovata nella raffigurazione dell’opera di Gaetano Gandolfi Studio per un uomo con la barba, in cui il volto è quello di un uomo identico al padre di Politi.
Sabato 5 ottobre
‘Bestiari, erbari, lapidari’, documentario-enciclopedia alla Fondazione Prada
Presentato in anteprima Fuori Concorso alla Mostra d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, “Bestiari, Erbari, Lapidari” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti arriva nei cinema. L’uscita in sala è à accompagnata da un tour alla presenza della coppia di documentaristi che prende il via sabato al Cinema Godard, Fondazione Prada, in largo Isarco 2 alle 16.30, a cui farà seguito una conversazione con il curatore del programma Paolo Moretti. “Bestiari, Erbari, Lapidari” è un documentario “enciclopedia”, diviso in tre atti ognuno dei quali tratta un singolo soggetto: gli animali, le piante, le pietre. Un omaggio a quegli “sconosciuti” e per certi versi alieni mondi, fatti di animali, vegetali e minerali, che troppo spesso diamo per scontati, ma con cui dovremmo essere in costante dialogo dal momento che costituiscono la parte essenziale della nostra esistenza sul pianeta Terra.
La musica house del gruppo Meduza, dj all’Amnesia
I Meduza, gruppo musicale italiano con influenze house formatosi nel 2019 e composto da Simone Giani, Luca De Gregorio e Mattia Vitale. si esibiscono dalle 23.30 in console all’Amnesia in via Alfonso Gatto. Ritenuti tra i più influenti dj italiani della loro generazione e nominati ai Grammy Awards, raggiungono il successo globale con la hit Piece of Your Heart, seguita da altri brani di buon livello come Lose Control, Paradise e Tell It to My Heart. I Meduza hanno all’attivo – secondo diversi siti – più di 22 miliardi di streams globali ed oltre 200 dischi tra diamante, platino e oro e sono, secondo la rivista Forbes, gli artisti italiani più ascoltati al mondo su Spotify nel 2020, i 22esimi dj nel mondo nella classifica Top100 alternative secondo il sito Dj Mag, oltre ad essere al numero 2 nella classifica del sito 1001tracklist dei migliori produttori mondiali.
Domenica 6
‘ll Trio degli spettri’, Palazzo Marino in Musica
La XIII edizione di Palazzo Marino in Musica, dal titolo Viaggio sonoro nell’invisibile, alle 11 nella Sala Alessi della sede del Comune in piazza della Scala 2, indaga il potere trasformativo della musica in grado di connetterci con gli archetipi umani più profondi, al di là del tempo e dello spazio. Il quinto appuntamento, a cura del Trio Kaufman, presenta il Trio in Re magg. op 70 n. 1 “Gli spettri” di Beethoven per pianoforte, violino e violoncello, composto tra l’estate e l’autunno del 1808 e pubblicato a Lipsia. Il sottotitolo sembra derivare dalle suggestioni evocate dal secondo movimento, Largo assai, pervaso da fremiti di profonda inquietudine. In programma anche Arno Babajanyan, compositore armeno noto per la sua abilità nel combinare la profondità emotiva dei temi popolari con la complessità formale delle strutture classiche. Ingresso gratuito con prenotazione.
