MALPENSA – Arriva da Trento la controproposta per l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa. Non a Silvio Berlusconi – nome talmente divisivo che ha spinto la città di Milano e tre Comuni del Cuv (Somma Lombardo, Cardano al Campo e Samarate) a ricorrere al Tar – bensì a Margherita Hack. La petizione su change.org ha raggiunto a oggi, 9 ottobre, 86mila firme. Al raggiungimento di quota 100mila, verrà inviata una comunicazione ufficiale al prefetto di Varese, mentre una lettera è già stata inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il Malpensa Hack
Legato da una profonda amicizia con la grande astronoma scomparsa nel 2013, a lanciare la proposta è stato Alessandro Giacomini. Che spiega: «E’ stata una delle più influenti astronome e divulgatrici scientifiche italiane, nonché una fervente attivista per i diritti civili. Quando nominiamo i nostri aeroporti, è importante che riflettano le personalità e i successi delle persone che ci hanno ispirato. Chi potrebbe essere più degno di questo riconoscimento di Margherita Hack? In tutta la storia dell’Italia, nessun aeroporto è stato mai intitolato a una donna. Cambiare il nome dell’Aeroporto di Malpensa in onore di Margherita Hack sarebbe un passo significativo per promuovere l’equità di genere e onorare il contributo delle donne alla scienza e alla società».
Le altri petizioni
Su change.org si sono nel frattempo moltiplicate le petizioni legate alla intitolazione dello scalo varesino. Quella dei Gd Lombardia, dal titolo “Malpensa è di tutti – No all’Aeroporto Berlusconi”, ha raggiunto 173mila firme. A quota 77mila c’è invece quella della Filt Cgil che vorrebbe dedicarlo a Carla Fracci, una donna che «ha trasmesso in tutto il mondo l’eleganza, lo stile e la bravura, quale migliore esempio delle capacità artistiche del nostro Paese». Lo stesso successo ha ottenuto l’ambasciatore italiano ucciso in Congo Luca Attanasio (83mila firme), mentre è ferma a quota 3mila Rosa Genoni, stilista italiana, femminista, pacifista. Nell’elenco anche Alessandro Manzoni (1.074 firme) e Gino Strada (604 firme) .
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