Malpensa Berlusconi, i motivi del ricorso: «Uso improprio del nome Milano»

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MALPENSACardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo faranno ricorso contro la decisione di intitolare Malpensa a Silvio Berlusconi per un motivo geografico: sostengono infatti di essere stati lesi in quanto non sono stati direttamente coinvolti nella decisione presa dal governo, nonostante le piste dell’aeroporto rientrino nei loro territori di competenza. Su quale base giuridica si rivolge allora al Tar il Comune di Milano, distante più di 40 chilometri dalla brughiera? 

Il brand Milano 

La risposta si trova nella delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta di Beppe Sala. «La denominazione dell’aeroporto – si legge – include il nome “Milano” in associazione al nome “Silvio Berlusconi”, senza che tale uso del nome Milano sia stato autorizzato dal Comune di Milano». Secondo Palazzo Marino questo rende illegittimi i provvedimenti di intitolazione, «dal momento che l’Amministrazione Comunale è titolare di diritti esclusivi sulla denominazione “Milano”, il cui uso può essere concesso a terzi solo previa autorizzazione ai sensi del regolamento comunale approvato con deliberazione del Consiglio Comunale numero 29 del 23 aprile 2024, che nel caso di specie non è stata richiesta, né rilasciata». Il sindaco e gli assessori di Milano rilevano infine «l’incompetenza funzionale dell’autorità che ha emesso il provvedimento di intitolazione dell’Aeroporto», ovvero l’Enac, nonché il «difetto di istruttoria» consistito nel mancato coinvolgimento nel procedimento delle pubbliche amministrazioni locali, compreso il Comune di Milano, «che vantano con l’aeroporto in questione uno stretto collegamento funzionale e di immagine».

Milano e Malpensa 

Dalla delibera emerge un altro dato: il testo cita soltanto tre dei sette Comuni dell’intorno aeroportuale (Somma Lombardo, Cardano al Campo, Samarate, Vizzola Ticino, Lonate Pozzolo, Ferno, Casorate Sempione) che avrebbero potuto fare ricorso. Questo significa che prima di arrivare al voto in giunta ci sono state delle interlocuzioni con le amministrazioni locali, tanto che Sala sapeva benissimo chi avrebbe deciso di andare al Tar e chi no. Sulla vicenda Berlusconi, insomma, si è innescato un fitto dialogo sull’asse Malpensa-Milano in perfetta antitesi su qualsivoglia altro tema legato all’aeroporto. Il refrain dei sindaci aeroportuali che Milano è sorda alle loro richieste dunque decade: quando c’è un interesse comune – questa volta esclusivamente politico dettato dall’antiberlusconismo – parlano eccome. 

Malpensa Berlusconi, da Cardano e Milano parte il ricorso al Tar dei Comuni

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