MARYLAND – E dagli Usa rispunta a sorpresa uno degli americani più amati a Varese nell’epoca moderna: Phil Goss. Merito di Erica Melillo e Nicolò Masia, i giovani amici che curano il podcast Quinto Tempo Bianco Rosso e che lo hanno intervistato per un’ora abbondante.
Il tifo di Phil Goss per Varese
La combo guard nata a Temple Hills si dimostra incredibilmente aggiornato sulle vicende della Openjobmetis (“è una squadra giovane, ha bisogno di tempo per mettersi insieme, ma ha un campione come Nico Mannion che è bellissimo vedere in Italia, tornerà in Nba, adesso indossa con orgoglio la maglia di Varese”). “Io ho perso tante partite di fila, so per esperienza che non è facile tornare al palazzetto, ma i momenti difficili ci hanno aiutato a lottare sempre per migliorarci e arrivare ai playoff anche siamo partiti 0-3”. Un suggerimento? “Don’t panic right now, it’s too early in the season”, citando anche l’inizio difficile di Milano, Bologna e Venezia, ma Goss sprona i giocatori a lavorare sodo in palestra ogni giorno più ancora che in partita.
Spazio ai ricordi
Poi spazio ai ricordi. I derby contro Cantù e Milano le partite preferite giocate, i suoi vecchi compagni di squadra (il fratellone Ron Slay, Teemu Ranniko, Kristian Kangur, Giacomo Galanda), coach Charlie Recalcati, il cavalier Renzo Cimberio, Max Ferraiuolo. Oggi Goss, dopo un periodo da assistente in G-League ai Capital City Go-Go, ama il golf, gestisce una piattaforma social e si dimostra sempre vicino ai giovani che desiderano coltivare i loro sogni nel mondo dello sport (“lavorate duro ogni giorno e non mollate mai”). Confessa che per lui Varese è rimasto il luogo del cuore (“un piccolo paradiso”) e la squadra per cui fa il tifo. E il futuro? “See you soon in Varese” e “Forza Varese sempre” “I love Varese fans” … facendo intendere che presto Phil potrebbe tornare in Italia a tifare Openjobmetis dai divanetti della Itelyum Arena.
L’intervista completa
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