NERVIANO – «Questa sede è una boutique della ricerca spaziale per la sua specializzazione. In questo, Leonardo è unica in Europa e una dei pochissimi nel mondo». Così l’astronauta Luca Parmitano (nella foto sopra) nel corso della visita da lui compiuta oggi, giovedì 17 ottobre, nel sito Leonardo di Nerviano insieme ad altri quattro astronauti (il canadese Andy Turnage, l’austriaca Carmen Possing, il tedesco Reinhold Ewald e l’americano Tony Antonelli) in occasione del 75° Congresso internazionale di astronautica (IAC2024), il principale appuntamento internazionale del settore in corso a Milano fino a domani, organizzato dalla Federazione astronautica internazionale (Iaf), con l’Associazione italiana per l’aeronautica e l’astronautica (Aidaa), l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e Leonardo.

Un gruppo di 26 astronauti provenienti da tutto il mondo sta rendendo omaggio al congresso e al suo motto “Responsible Space for Sustainability” attraverso uno specifico programma di sensibilizzazione denominato Astronauts Chapter, un’iniziativa di Iaf, Aidaa e Asi, realizzata sul territorio di Milano e del Nord Italia per promuovere pratiche spaziali responsabili volte a garantire la sostenibilità delle attività nello spazio.
Tecnologia e strumenti di avanguardia assoluta
I cinque “viaggiatori dello spazio” ospiti (nel video qui sopra, il loro arrivo a Nerviano) hanno potuto vedere con i loro occhi i laboratori dove vengono prodotte alcune tecnologie ed equipaggiamenti impiegati nelle missioni spaziali internazionali più importanti (nelle foto) a partire dalla robotica. A Nerviano, dove lavorano 1.020 dipendenti e unico dei 6 siti lombardi di Leonardo nel Milanese, viene prodotta la trivella che scenderà sotto la superficie lunare, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza della Luna per supportarvi la futura permanenza degli astronauti. Nasce nei laboratori di Nerviano Anche la trivella che scaverà nel sottosuolo di Marte alla ricerca di tracce di vita presente o passata.

Non solo: è Made in Nerviano il braccio robotico che, per la prima volta, riporterà sulla Terra campioni di suolo marziano nell’ambito del programma Mars Sample Return della Nasa. Un altro braccio robotico è in corso di sviluppo per la prima missione dimostrativa italiana di In-Orbit Secvicing, che mira a rendere più sostenibili le attività spaziali: ad esempio, i rifornimenti di propellente per satelliti direttamente nello spazio, la riparazione o la sostituzione di loro componenti, il trasferimento di satelliti in altre orbite o la facilitazione del loro rientro in sicurezza nell’atmosfera. Ancora, nascono in provincia di Milano il più accurato orologio atomico mai realizzato per applicazioni spaziali, montato a bordo di tutti i satelliti del programma satellitare europeo di navigazione e posizionamento Galileo; i pannelli solari per la navicella Orion che, all’interno del programma Artemis della Nasa, poterà la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna; e i sistemi di distribuzione della potenza a bordo di oltre 60 fra sonde e satelliti che girano intorno al nostro pianeta.
Parmitano: «Italia da sempre grande protagonista»

Insomma, una visita carica di interesse e di fascino, come tutto ciò che ha a che fare con le tecnologie più avanzate e la ricerca di nuovi, inesplorati orizzonti. Presenta anche il sindaco del comune, Daniela Colombo, mentre Franco Ongaro, senior advisor Space Business Unit di Leonardo e Francesco Rizzi, Svp Space LoB, Space Business Unit Space hanno illustrato i numerosi contributi strumentali alle missioni spaziali come al monitoraggio della Terra.

L’eccezionalità e, in molti casi, unicità delle produzioni nervianesi ha fatto dire a Parmitano: «È sicuramente emozionante scoprire come nascono questi strumenti, e anche motivo di orgoglio come italiano. Nel settore aerospaziale c’è fermento a livello mondiale, l’Italia è fra i protagonisti con un’industria molto forte e presente fin dagli albori delle missioni nello spazio. I due terzi dei volumi abitabili della futura stazione Gateway sono in costruzione in Italia e il Congresso in corso a Milano dimostra quanto il nostro Paese ha voglia di esserci».

Infine, un pensiero alla stampa, che ha partecipato numerosa all’evento. «La partecipazione dei media rispecchia l’interesse per questi argomenti rispetto ad altri, anche tragici. Quando arriviamo noi astronauti – ha concluso Parmitano – arrivano le buone notizie, e fa sempre piacere riceverle».
