VARESE – Dopo aver superato “Il tempo degli imprevisti” di Helena Janeczek e il testa a testa con “Sei casi per Lorenzo La Marca” di Santo Piazzese è stato “La vita è breve, eccetera” a imporsi con cinquantasei voti: alla sua autrice, Veronica Raimo, è andata la vittoria nella finale della trentaseiesima edizione del Premio Chiara, che si è tenuta oggi, domenica 20 ottobre, nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti a Varese. Il riconoscimento le è stato conferito alla presenza di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Daniela Chiara, nipote dello scrittore, nonché della conduttrice Claudia Donadoni, di Andrea Vitali, presidente dell’associazione Amici di Piero Chiara, e del presidente della giuria tecnica Romano Oldrini.
La struttura di un racconto perfetto
Per la Raimo si è trattato di un’affermazione «inaspettata», tanto che – ha svelato – «avevo scommesso contro di me, ora devo dei soldi a un’amica; userò così parte del premio», assicurando che nei prossimi mesi approfondirà anche la conoscenza delle opere di Piero Chiara. Intervistata da Luca Crovi durante lo spoglio delle schede aggiornato dal notaio Nicoletta Borghi, la scrittrice ha ricordato l’importanza della casa editrice minimum fax come talent scout, e dichiarato: «Amo ragionare sulla struttura di un racconto perfetto». Con l’attrazione, pur essendosi formata sui racconti dei grandi maestri, anche per le scritture frammentarie e l’instant fiction, come nel caso di Deborah Levy, che procede «per accumulo di materiale».

«Sono estremamente pigra: ho quindi bisogno di un incentivo, una tematica, che ci sia un paletto fissato», ha risposto riguardo al tema di stendere racconti su richiesta. «E, nel contempo, avere sfide da affrontare mi consente di essere più libera. Il racconto è un grande territorio di sperimentazione: forse siamo più pavidi nell’affrontare la scrittura di un romanzo».
Da parte di Fontana parole di elogio per il concorso: «Non ho nulla di più da aggiungere a quanto già detto coloro che hanno premiato prima di me sul valore della cultura e di avvicinare alla lettura i giovani. Posso solo fare i complimenti al Premio Chiara per la capacità di creare per tutto l’anno iniziative in tal senso e con protagoniste personalità di spicco». Come ha concluso rivolgendosi a Bambi Lazzati, organizzatrice del festival, «riesci a essere sempre eccellente per la passione che ci metti».
Doppio vincitore per il Premio Chiara Inediti
Come ha spiegato lo scrittore Andrea Fazioli insieme alla giornalista Stefania Radman, il Premio Chiara Inediti, quest’anno incentrato sulla traccia “Stupore”, comporta sempre una grande mole di scritti da leggere ma allo stesso tempo la grande emozione dello scoprire nuove voci. E proprio in quest’ottica possono nascere animate discussioni tra i giurati nel decretare il vincitore: quest’anno è risultato doppio, con il riconoscimento attribuito pari merito ad Alberto Bortoluzzi, con “Long drink”, e Francesco Scaramozzino, con “Il significato della luna”.

Premio Chiara Giovani, in vetta i fratelli Facchetti di Luino
Novità anche per il Premio Chiara Giovani, che ha visto i fratelli Facchetti di Luino dominare la parte alta della classifica, primo Mario e secondo Claudio – rispettivamente con “L’orto segreto” e “Stupor mundi” – seguiti da Rosa Fazioli con “L’orto di Gemma”. Quarto posto per “Cammino al patibolo” di Laura Pontecorvi che si è aggiudicata anche il premio “Racconto per un viaggio”; quinto e sesto per Nora Bucciarelli, con “Sinfonia di un’altalena” e Valeria Cusinato con “Il teatro delle marionette”. A Benedetto Viganò Premio Regio Insubrica, consegnato dalla consigliera di Stato del Cantone Ticino Marina Carobbio Guscetti, per “Luci oltre la finestra”.
Sul palco di Ville Ponti sono saliti a premiare Cristina Boracchi, ex dirigente del liceo Crespi di Busto Arsizio e fondatrice del festival Filosofarti, Maurizio Ampollini, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, Marco Magrini, presidente della Provincia, Enrico Bianchi, sindaco di Luino, Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, l’editore Pietro Macchione e Davide Galimberti; il primo cittadino ha richiamato l’attenzione non solo sulle «capacità straordinarie, da estrapolare» fatte emergere dal Premio Chiara, ma anche, in un mondo che cambia a grande velocità, sul «prendere spunto dagli importanti elementi di innovazione» messi in luce.

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