Gallarate-Somma, scontro tra sindaci sulla sanità. «Bellaria parla senza sapere»

Andrea Cassani (a sinistra) e Stefano Bellaria

GALLARATE – «Noto con dispiacere che il sindaco di Somma Lombardo, pur di farsi fare qualche titolo, tira in ballo il sottoscritto. Perché altrimenti nessuno se lo filerebbe». Andrea Cassani non perde tempo. In tempo zero, il sindaco di Gallarate replica a Stefano Bellaria sul tema del momento: la collocazione dei 40 posti dell’Ospedale di Comunità a Somma. E lo fa con il suo stile: senza peli sulla lingua.

Cassani a gamba tesa

Il futuro del Sant’Antonio Abate, l’Ospedale di Comunità, la questione sanitaria del territorio: la polemica è viva. «Il sindaco di Somma sembra imputarmi di voler spolpare il nosocomio della sua città», dice Cassani. «Quando in realtà si sta parlando di una richiesta di tutto il consiglio comunale di Gallarate – che comprende anche quelli del Pd, il suo partito – con cui si chiede di mantenere qualche posto dell’Ospedale di Comunità anche qui». E aggiunge: «Ovviamente il primo cittadino sommese è a conoscenza dell’accordo di programma e di ciò che riguarda lui e il suo Comune. Ma non lo è in merito al protocollo d’intesa e agli accordi tra Busto Arsizio e Gallarate sul nosocomio unico. Dove era stata promessa anche la presenza dell’Ospedale di Comunità». Poi la precisazione: «Nessuno vuole spolpare Somma, riteniamo solamente (e non solo il sindaco, ma anche tutta l’assemblea civica: dal Pd alle liste civiche di sinistra e quelle di centro, fino ai partiti di centrodestra) che abbia più senso che qualche posto sia a Gallarate e non nel regno del sindaco pro tempore di Somma, che non nomino per non fargli un favore».

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