Dignità e vita per le vittime di violenza: la nuova sfida della rete di E.va Odv a Busto

BUSTO ARSIZIO – Yoga, uncinetto e flower message per restituire dignità alle donne che vivono “nascoste” nelle case rifugio dopo aver subito abusi e violenze. Una volta alla settimana per sei mesi, grazie alla rete che E.va OdV ha costruito sul territorio, le donne potranno uscire, in luoghi protetti e non noti, per fare delle attività e avere un momento di dialogo con le responsabili del centro antiviolenza. «Ma non chiamiamole vittime: sono combattenti, donne che si stanno ricostruendo – sostiene l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni – altro che alloggio comodo e pagato, nella casa rifugio rinunciano a tutto».

Il progetto

Si chiama “Creativa-mente parlando” la nuova sfida di E.va OdV rivolta alle vittime di violenza che vengono ospitate nelle case rifugio di cooperativa Baobab e di Fondazione Felicita Morandi. Sono otto in tutto, e grazie alla collaborazione di Lions Club Busto Arsizio Lombardia, Motoclub SS33 Sempione e Fondazione Heal, scuola Bhaga Yoga, Istituto San Carlo e gruppo “Inseguendo un filo”, oltre che dell’amministrazione comunale, dal prossimo 5 novembre avranno accesso ad una serie di attività mirate una volta alla settimana per sei mesi. Una sessione di yoga e una di lavoro all’uncinetto, attività che liberano la mente e favoriscono la socializzazione, seguite dai “gruppi di parola” gestiti dalla coordinatrice di E.va Cinzia Di Pilla con la psicoterapeta Valentina Manias e la facilitatrice Debora Fregoni, ma anche i massaggi olistici terapeutici con fiori di Bach (individuali, a cura di Istituto San Carlo) per rilassare il corpo.

Le voci

«Un progetto trasversale che coinvolge le donne da un punto di vista pratico, psichico e di cura di sé – sintetizza l’assessore Paola Reguzzoni – è una rieducazione all’amore verso se stessi». «È un progetto in risposta al bisogno che la società ci sta trasmettendo rispetto agli episodi di violenza – aggiunge la presidente di E.va OdV Emilia Barni – le donne che hanno avuto la forza di denunciare hanno un volto e una voce: il fatto che possano raccontarsi e supportarsi a vicenda è un aiuto che viene dato a tutti i servizi. Rende un senso di appartenenza e solidarietà per non sentirsi sole». E la coordinatrice e fondatrice del centro antiviolenza Cinzia Di Pilla: «I numeri dei femminicidi, la punta dell’iceberg, in realtà non incrementano molto, ma non si parla dei numeri che ci sono sotto. Le 1700 donne a cui abbiamo dato aiuto e assistenza in questi anni. Come quella ragazza 19enne, al settimo mese di gravidanza, che dopo un’ora di yoga ha sentito per la prima volta il bimbo muoversi in pancia. Lo yoga le ha fatto emergere il suo malessere».

Speranza e dignità

«Sono donne che dicono “Io sono invisibile” – rivela Di Pilla – finiscono nelle case rifugio perché non hanno alternative per tutelarne la vita. Non possono avere il telefono né vedere parenti, vivono in condizioni frustranti e alienanti. Ci vogliono mesi per riconnetterle con il mondo senza metterle in pericolo». Ed è proprio a loro che si rivolge questa iniziativa che dà speranza e dignità. «Quando le accogliamo sono degli “stracci”, annientate dal punto di vista fisico e isolate dalla società, disorientate e prive di dignità, con il senso di colpa nei confronti dei figli – aggiunge Simona Giavara, responsabile della cooperativa Baobab – questo è un progetto che rende la donna protagonista della propria vita». E gli harleysti del Motoclub SS33 Sempione, gli “angeli” guidati dal presidente Raffaele De Nicola, le trasporteranno nei luoghi protetti dove si svolgeranno le attività con il mezzo che Fondazione Heal (che sostiene la ricerca in campo neuro-oncologico pediatrico) ha messo a disposizione dell’associazione per il trasporto dei piccoli pazienti oncologici negli ospedali.

A Busto una risottata contro la violenza sulle donne. Per sostenere E.Va Odv

busto arsizio eva odv – MALPENSA24
Visited 219 times, 1 visit(s) today