Il Tartan “bustocco” in mostra per il compleanno del Museo del Tessile

BUSTO ARSIZIO – Arriva dalla Scozia e in bustocco lo chiamavano “tartàn”, ed era una versione in cotone del tessuto tipico dei gonnellini in kilt. In occasione del 27esimo compleanno del Museo del Tessile, che cade esattamente domani, 26 ottobre, inaugura una nuova mostra – curata dalla conservatrice del museo Erika Montedoro e dallo storico del tessile bustocco, il benemerito Luigi Giavini – che esplora un pezzo di storia dell’industria che ha reso Busto Arsizio famosa nel mondo. «Ha segnato l’inizio di un mio percorso di vita. Mio nonno tessitore è stato uno dei “maghi” del tartan» rivela Giavini, che si è emozionato parlando di «un museo vivo» grazie alle numerose iniziative degli ultimi anni.

La mostra

La mostra va a completare il programma dell’Ottobre del Tessile 2024, rassegna che ha lo scopo di valorizzare il settore tessile attraverso linguaggi diversi: l’assessorato alla cultura e identità propone, al secondo piano del Museo del Tessile, un allestimento dal titolo “Tartan. Se lo scozzese parla bustocco”, a cura di Erika Montedoro e Luigi Giavini. Si tratta di una esposizione tematica di campionari e quaderni di tessitura, riviste e tessuti che vede protagonista il tartan di cotone, prodotto tipico delle storiche aziende del territorio e rivisitazione del tradizionale tessuto di origini scozzesi. La mostra sarà visitabile dal 26 ottobre, giorno in cui ricorre il 27esimo compleanno del Museo di via Volta, almeno fino all’8 dicembre 2024.

Tessile da valorizzare

Come ha spiegato nella preview della mostra Erika Montedoro, erano «molte le manifatture locali che nel corso del XX secolo vedevano i tartan tra i propri prodotti di punta, in particolare flanelle e tessuti per camiceria. Un tessuto che si distingue per l’armatura diagonale e per i colori diversi usati per l’intreccio sia per la trama che per l’ordito». In esposizione ci sono pezzi inediti provenienti dagli archivi museali e da collezioni private, tra cui anche due figurini. «È il secondo anno che pensiamo di dedicare una mostra a un tessuto protagonista dalla storia del tessile e della città – afferma l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli – dopo il velluto, l’approfondimento è sul tartan (o tartàn alla bustocca), nell’ambito di una rassegna in cui la valorizzazione del tessile è articolata in forme diverse, la forma artistica, quella culturale e di memoria e anche in forma economica con gli impenditori che collaborano alle nostre iniziative e che grazie al loro coraggio e ai loro investimenti permettono a Busto di dirsi ancora città tessile».

L’Ottobre del Tessile porta a Busto il maestro Pistoletto. Con la mostra “Fashion to reconnect”

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