BUSTO ARSIZIO – Niente più accompagnamenti per persone fragili, disabili, malati oncologici. «Chiediamo scusa, da oggi tutti gli accompagnamenti sono sospesi, non abbiamo più il pulmino». A scriverlo sui social, qualche giorno fa, è Flavio Fracasso, vicepresidente dell’associazione “Assieme a Francesco”, che annuncia lo stop definitivo all’utilizzo del “Pulmino amico” alla scadenza del comodato d’uso gratuito grazie al quale la realtà di volontariato di Busto Arsizio – che si occupa principalmente di persone affette da sclerosi multipla – poteva “scarrozzare” persone con disabilità, anziani e malati a fare visite ed esami nelle strutture sanitarie della Lombardia. Trasporti gratuiti, fino a ieri, che d’ora in poi gli utenti dell’associazione dovranno accollarsi rivolgendosi alle ambulanze private: «Un malato oncologico che avremmo accompagnato gratuitamente a Como dovrà pagare 240 euro per il servizio».
Il comodato scaduto
Un problema soprattutto per gli utenti del servizio gratuito (ad offerta libera) di trasporto rivolto a persone fragili, disabili e malati oncologici bisognosi di terapie o visite mediche. Nel 2023 il pulmino, dotato di pedana per la salita delle carrozzine, «aveva percorso ben 22mila chilometri per un totale di 280 trasporti», come rivela Flavio Fracasso. Il mezzo, messo a disposizione in comodato d’uso grazie ai proventi delle inserzioni pubblicitarie di cui era “tappezzato”, veniva gestito in collaborazione con Auser e Cuffie Colorate. Ma attorno alla fine di ottobre il comodato è scaduto e il pulmino, già non più utilizzabile, dovrà essere restituito. «Attualmente non abbiamo nessun mezzo attrezzato per effettuare alcun servizio» ammettono i volontari di “Assieme a Francesco”, che a malincuore stanno respingendo le richieste di accompagnamento. Con gli inevitabili e spiacevoli costi dei trasporti che ricadranno sulle spalle delle famiglie degli utenti.
La raccolta fondi
Per ovviare al disagio, la rete delle associazioni che utilizzano il pulmino – “Assieme a Francesco”, Auser, Cuffie Colorate, ma anche Ananke Family – ha lanciato una campagna di raccolta fondi con l’aiuto di altre realtà benefiche della città. Per un mezzo attrezzato servirebbero almeno 40mila euro, ma l’idea è di accontentarsi di un pulmino usato da allestire con la pedana, per una spesa tra i 15 e i 20mila euro. «Contiamo sulla generosità dei bustocchi, che sono persone di buon cuore» è fiducioso il vicepresidente Fracasso. Per ora circa metà della cifra necessaria è già in cassa, grazie ai primi contributi arrivati dal Pro Patria Club, dal capitolo BNI San Giovanni e da Emanuele Gambertoglio, l’anima del “Tigrotto”. Ma da qui a fine novembre sono già in pista eventi ad hoc organizzati dall’associazione Linda Aps e dalla Compagnia del Fare, oltre alla vendita dei palloni sempre da parte di Gambertoglio. «Abbiamo sempre ricevuto donazioni, anche i 20 euro per il gasolio sono preziosi» rivela Flavio Fracasso, che rivolge un appello alla città. «Ora è il momento di aiutarci».
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