LEGNANO – Non mi stupiscono le polemiche sollevate dal mio discorso nella commemorazione di Mauro Venegoni che si è tenuta domenica. E il motivo è semplice: vengono da persone, i consiglieri della Lega, che alla commemorazione di Venegoni, ma anche a quella dei deportati della Franco Tosi, della battaglia di Mazzafame, esattamente come alle cerimonie del 25 aprile, del 2 giugno e del 4 novembre non si sono mai viste, mancando di rispetto verso momenti che sono istituzionali. Liberissimi di non esserci, intendiamoci; ma prima di criticare, sarebbe il caso di avere un quadro chiaro della situazione.
Il mio pensiero all’uomo, non al partigiano
Nel mio discorso ho fatto una premessa, forse sfuggita a chi se ne sta a casa: “Voglio parlarvi di Mauro Venegoni: non del partigiano che, con il suo gesto, ha guadagnato una medaglia d’oro al valor militare, ma pensando all’uomo, proprio come ha fatto Renata Pasquetto nel suo bellissimo libro Mauro Venegoni e i suoi fratelli, un libro che vi invito a leggere. Voglio parlare dell’uomo perché, in questo modo, Mauro sia più vicino a noi, anzi sia uno di noi; noi, persone che nella vita devono fare delle scelte, devono decidere se schierarsi e dove schierarsi, devono decidere se essere protagonisti o spettatori, devono decidere se prendersi cura di quello che succede nel mondo, a partire dalla comunità in cui vivono, o se – come diceva uno dei più famosi slogan fascisti, “me ne frego” – fregarsene e tirare dritto”.
Se le persone che hanno criticato il mio discorso fossero state presenti a Cassano Magnago e l’avessero sentito nella sua interezza, credo avrebbero capito il senso dei riferimenti all’attualità.
Discorso spostato su questioni del nostro tempo
Parlando di quegli argomenti di attualità che tanto hanno disturbato alcuni consiglieri, ho guardato negli occhi i ragazzi delle scuole e del consiglio comunale dei ragazzi di Cassano Magnago e ho colto un vero interesse per queste parole e un apprezzamento per aver toccato argomenti che li toccano da vicino perché sono le grandi questioni del loro tempo.
La commemorazione, oltre che una cerimonia che ricorda il sacrificio di un uomo che, senza compromessi, ha scelto di essere libero, e per cui ribadisco a tutti il mio invito a essere presenti, rappresenta un’occasione importante per parlare e ascoltare quei giovani che sono persone in carne e ossa, con i loro sogni e le loro paure, persone desiderose di comunicare e di essere comprese. Noi, domenica mattina, abbiamo fatto questo, mentre gli assenti, nella miglior tradizione, trinciano comodamente giudizi dalla loro poltrona. La vita è sempre una questione di scelte.
Lorenzo Radice
Sindaco di Legnano
Opposizioni contro Radice: «La memoria di Venegoni trasformata in propaganda»
