VARESE – I dati dell’abbandono scolastico hanno ormai raggiunto numeri preoccupanti. Ma Portofranco, associazione attiva sul territorio di Varese, sono vent’anni che lavorano a fianco degli studenti offrendo loro un importante supporto per non mollare libri e scuola e superare le difficoltà che si incontrano durante il percorso didattico.
Si stima che gli studenti aiutati siano almeno 3.500, tanto che Portofranco a Varese è diventato in questi anni un luogo concreto di aiuto allo studio quanto mai prezioso. E per celebrare i 20 anni di attività, ma anche fare il punto della situazione, è stato organizzato un incontro per venerdì 22 novembre, alle ore 18:30, all’oratorio di Masnago (Varese, Via Bolchini 4) sarà possibile incontrare professori ed educatori, conoscere la mille storie di aiuto allo studio vissute in questi anni. All’incontro sarà presente anche il professor Alberto Bonfanti, fondatore e presidente di Portofranco Milano e Portofranco Italia.
Dal 2004 “tra i banchi”
Portofranco, Centro di aiuto allo studio, nasce a Varese nel 2004 sul solco dell’esperienza sorta a Milano quattro anni prima e insignita nel 2019 dell’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano e nel 2023 dell’Ordine al merito della Repubblica dal Presidente Mattarella.
Il Centro, che ha sede a Varese presso la scuola elementare Cairoli, vive della presenza di tantissimi volontari (attualmente un’ottantina), divisi fra docenti – tra cui un folto gruppo di universitari -, tutor e segretarie. Nel corso di questi 20 anni Portofranco ha incontrato e seguito ogni anno una media di 170 ragazzi delle superiori; nel presente anno ne risultano iscritti già quasi un centinaio.
Gli anni complicati del Covid
«Sono stati anni – ha spiegato la presidente di Portofranco Donatella Martelli – a volte difficili, come nel periodo del covid, ma sempre entusiasmanti, durante i quali abbiamo potuto conoscere e sostenere ragazzi di età, provenienza, attitudini e carattere diversissimi fra loro. Ragazzi italiani e, in numero sempre più crescente, stranieri, iscritti per lo più in Istituti tecnici e professionali, ma anche nei Licei. Studenti che hanno difficoltà con lo studio e con la scuola, che spesso appare loro distante, formale e a volte opprimente».
«Le difficoltà nello studio – ha aggiunto la direttrice Graziella Leoncini – non esaurisce i bisogni dei ragazzi, spesso sfiduciati e fragili o apparentemente indifferenti alle proposte educative. Condividendo con loro queste difficoltà, cerchiamo sempre di creare con loro un rapporto e un’occasione di crescita umana attraverso la ricerca del senso dello studio. Il rapporto uno a uno, o a piccoli gruppi, fra insegnante e studente, l’assenza di voti e di giudizi, la libertà nell’adesione e la gratuità nell’accoglienza facilitano la creazione di un clima sereno e proficuo».
