VARESE – «Una guida per vedere la storia dal vivo. Senza usare il computer, ma con gli occhi». Come ha spiegato Robertino Ghiringhelli, già docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università Cattolica di Milano, il testo presentato oggi, sabato 23 novembre, a una sala matrimoni di Palazzo Estense gremita, aiuterà a comprendere il cuore di Varese, «città risorgimentale non solo per la battaglia che si svolse ma anche per scelta della classe dirigente di allora».
A illustrare i particolari dell’opera, promossa dall’associazione Varese per l’Italia XXVI maggio 1859 guidata da Luigi Barion, sono stati l’autrice, la professoressa Albertina Galli De Maria, Antonio Orecchia, docente di Storia contemporanea e Storia del Giornalismo all’Università dell’Insubria e il fotografo Silvano Sorbaro; tra il pubblico c’erano il prefetto Salvatore Pasquariello, il sindaco Davide Galimberti, l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia e il consigliere Simone Longhini.

«Una visita raccontata con le parole di chi era presente»
«L’intento è stato quello di realizzare una visita raccontata con le parole di chi era presente in quel momento», ha così parlato della stesura dell’opera e del suo percorso editoriale Galli, che ha ricevuto un omaggio floreale insieme a Simona Milanese e alla madrina Paola Bassani Valcavi. «È stato perciò compiuto un lavoro di semplificazione, in modo che il discorso sviluppato fosse chiaro, lineare e omogeneo. A questo proposito le fotografie sono fondamentali perché – ha osservato l’artefice della maggior parte degli scatti – succede raramente che vadano di pari passo con un testo: in questo caso ho invece cercato di fare in modo che lo seguissero».

Un’epoca fatta dai giovani
«Camminiamo sulla storia ma ce ne dimentichiamo – così Orecchia – Varese è stata importante per il Risorgimento: Garibaldi racconta la sua entrata con un entusiasmo incredibile. Si tratta di un’epoca che è necessario far conoscere alle nuove generazioni perché, oltre a essere poesia pura, è stata fatta proprio dai giovani: ad esempio Giuseppe Verdi scrisse il “Nabucco” a ventinove anni e Silvio Pellico finì in prigione a trentuno. C’era un diffuso analfabetismo ma quantomeno l’elite aveva capito che gli italiani erano un popolo ed era loro diritto avere uno Stato. E, per quanto scritto in modo prolisso, “Del primato morale e civile degli Italiani” di Vincenzo Gioberti giunse a diciotto ristampe: ciò testimonia il dibattito – meraviglioso – che c’era sul tema tra gli Stati della Penisola, dando anche l’idea della vivacità del Paese».

In Lombardia il sogno dell’Italia indipendente partì da Varese
Il territorio fu «parte integrante del sogno di un’Italia indipendente, che in Lombardia ebbe inizio proprio dalla battaglia di Varese». Ghiringhelli ha offerto una panoramica dei diversi punti d’interesse, a partire dai buchi sul campanile di San Vittore per i colpi di cannone, «ma anche quelli aperti a Biumo Inferiore: proprio da lì arrivarono gli austriaci, che risalirono il fiume con calzature coperte di stracci per non far rumore. Senza dimenticare il ruolo strategico di via San Martino e della chiesetta della Madonnina In Prato dove furono ricoverati i feriti. L’epicentro della vita di allora era l’attuale piazza del Podestà, con la statua di un cacciatore delle Alpi, non un garibaldino. Gian Domenico Romagnosi, Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari, tutti e tre sostenitori dell’indipendenza d’Italia, parlarono dell’importanza della battaglia e della città».

La medaglia d’oro
La guida “Varese Italia risorgimentale”, che ha debuttato con a fianco i figuranti in abiti tradizionali e uniforme rispettivamente della Famiglia Bosina e del Carosello Storico Tre Leoni di Somma Lombardo, sarà distribuita all’ufficio turistico comunale e nelle scuole. Tra le proposte lanciate durante l’incontro la realizzazione di un podcast sulla Battaglia di Varese e un video dedicato che vada a completare il vademecum. Barion ha inoltre ricordato l’iniziativa, avviata otto anni fa, di fare richiesta per Varese, alla luce del combattimento che ebbe luogo nel 1859, della medaglia d’oro del Risorgimento: «A suo tempo non fu avanzata. Ma ora abbiamo raccolto un migliaio di firme e quelle di più di centocinquanta associazioni; se ne stanno interessando il prefetto e il deputato Andrea Pellicini».

Una Nave chiamata Varese: la proposta è arrivata alla Marina Militare
