Omicidio Ravasio, la “mantide” di Parabiago a processo a gennaio

Nella foto Fabio Ravasio e Adilma Pereira Carneiro

PARABIAGO – Comparirà il prossimo 27 gennaio davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio Adilma Pereira Carneiro, la “mantide” di Parabiago, accusato di aver ordito l’omicidio del compagno Fabio Ravasio, investito e ucciso lo scorso 9 agosto mentre era in bicicletta da quella che inizialmente pareva essere un’auto pirata.

Davanti alla Corte d’Assise

Le indagini coordinate dal pubblico ministero Ciro Caramore, che ha chiesto il giudizio immediato, hanno portato gli inquirenti in tutt’altra direzione. Con Adilma andranno a processo i suoi sette presunti complici (alcuni dei quali hanno ammesso gli addebiti) tra i quali compaiono anche Igor Benedito, figlio della donna per l’accusa alla guida dell’auto assassina (ovvero l’auto di Adilma fatta ritrovare agli inquirenti da uno dei coinvolti), Marcello Trifone, marito della donna tutt’ora sposato con lei che sarebbe stato completamente plagiato dalla “mantide” (dei tre mariti della donna Trifone è l’unico ancora vivo, tra l’altro) e che potrebbe essere il padre dei due gemelli che la donna ha tentato di mettere in capo a Ravasio il giorno prima dell’omicidio con l’obiettivo, secondo l’accusa, di poter intascare l’eredità della vittima, e Massimo Ferretti, barista e amante di Adilma sino al momento dell’arresto. L’accusa è di omicidio.

La “mantide” nega

Adilma ha sempre rigettato ogni accusa. La donna, assistita dall’avvocato Edoardo Lorenzo Rossi, interrogata dal Pm ha dichiarato non sapere nulla del piano per uccidere Ravasio accusando di tutto Ferretti (così come ha fatto il figlio della donna) che è stato il primo a confessare quando sono scattati i fermi.

Omicidio Ravasio, Adilma nega e accusa Ferretti. Atti in procura a Milano

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