Omicidio Ravasio, il figlio della mantide: «Mamma sapeva, ma era contraria»

Nella foto Adilma Pereira Carneiro

BUSTO ARSIZIO – «Mamma sapeva, ma era contraria». Difende la madre Igor Benedito, il figlio di Adilma Pereira Carneiro, ribattezzata la mantide di Parabiago, per aver ordito, secondo gli inquirenti, l’omicidio del compagno Fabio Ravasio, investito a Parabiago lo scorso 9 agosto da quella che inizialmente si pensava essere un’auto pirata e che poi, da incidente stradale, s’è trasformato in omicidio volontario.

Il figlio difende la madre

E alla guida della Opel nera di proprietà proprio di Adilma c’era Igor, questo il giovane, con problemi di tossicodipendenza ascoltato oggi, lunedì 30 settembre, dal pubblico ministero Ciro Caramore che coordina le indagini. Proprio a un’intuizione del Pm si deve la verità sulla morte di Ravasio, è stato lui infatti a chiedere ai carabinieri di Legnano di verificare i filmati delle telecamere di videosorveglianza nel raggio di 10 chilometri del luogo dell’incidente senza limitarsi ai video relativi alle strette vicinanze dell’incidente. A non convincere il pubblico ministero era infatti la dinamica dello schianto mortale: l’auto ha puntato dritto contro Ravasio investendolo frontalmente. Una dinamica assurda anche per un pirata della strada. E dalle immagini è saltata fuori quella Opel con targa contraffatta che i militari, però, sono riusciti a ricondurre proprio alla mantide.

Volevo solo ferirlo

Igor, oggi, non ha negato di essere al volante dell’auto. E del resto non avrebbe potuto viste le testimonianze di tutti gli altri coinvolti. Ma ha detto di voler solo ferire il Ravasio, non di volerlo uccidere. Fatto difficile da credere visto l’accaduto. Il giovane ha anche cercato di salvare la madre, che stando all’accusa è la mente del piano criminale per uccidere Ravasio e incassarne il patrimonio da 3milioni di euro passando attraverso gli ultimi due figli attribuiti al compagno attraverso un certificato di paternità palesemente falso stando agli inquirenti, sostenendo appunto che la donna, seppur al corrente del piano per eliminare il compagno era contraria all’omicidio. Igor ha dichiarato di non voler uccidere, ma solo di voler ferire Ravasio.

Le intercettazioni

Omicidio che, secondo le dichiarazioni rilasciate oggi dal figlio 26enne della mantide, sarebbe stato ordito da Massimo Ferretti, arrestato a sua volta insieme a Igor, Adilma, e ad altre 5 persone, barista di Legnano e amante (uno dei tanti stando all’inchiesta) della donna. Peccato che Ferretti sia stato uno dei primi a confessare il piano ordito dalla donna dichiarando che alla guida dell’auto ci fosse proprio Igor, accanto a lui c’era invece Marcello Trifone, ex milionario al quale Adilma avrebbe prosciugato il conto in banca, tuttora sposato con la donna. A smentire le dichiarazioni di Igor ci sono le intercettazioni: “Diciamo che è stato Igor, si fa un po’ di comunità e poi esce fuori”, le parole della mantide, intercettata dagli inquirenti. “Tu avevi i guanti?”, chiede poi a Trifone. Lui risponde: “Guidava Igor, i guanti li aveva lui”. Lei incalza: “Ma la porta del passeggero l’hai toccata?”. Risposta: “Sì, ma sai quante volte sono salito su quella macchina lì?”. Le dichiarazioni del 26enne sono ora al vaglio degli inquirenti, ma non sono al momento ritenute veritiere.

La morte del secondo marito

C’è un altro punto che pesa sulla testa di Adilma. Prima di Ravasio la donna ha seppellito due mariti. Il primo assassinato in Brasile, patria d’origine della mantide. Il secondo, Michele Della Malva, padre di tre figli avuti con la donna, morto non per infarto come ipotizzato inizialmente, ma deceduto per overdose durante un permesso premio dalla prigione (scontava 29 ani per omicidio) trascorso nel Milanese proprio con l’allora moglie Adilma. La procura di Busto non ha ancora aperto un fascicolo in merito a questa morte, ma il sospetto che la 45enne brasiliana sia responsabile del decesso è forte. Lunedì prossimo, 7 ottobre, davanti al Pm Caramore comparirà proprio Adilma, E quello sarà il momento della verità: al donna, con la premeditazione già contestata dalla procura, rischia una condanna all’ergastolo.

parabiago omicidio ravasio – MALPENSA24

 

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