PARABIAGO – I riti magici e quella lunga scia di uomini morti alle spalle. C’è un mondo intorno a Adilma Pereira Carneiro, la mantide di Parabiago arrestata insieme ad altri 5 complici per aver pianificato l’omicidio di Fabio Ravasio, 52 anni, suo attuale compagno, morto dopo essere stato investito a Parabiago mentre era in bicicletta da quella che inizialmente sembrava un’auto pirata.
La scia di uomini morti
In realtà, secondo gli inquirenti, la Opel Corsa intestata alla donna, era guidata dal figlio Igor. Accanto a lui sedeva Marcello Trifone il marito di Adilma sposato nel 2015 prima del crack finanziario che lo mise in ginocchio. Insomma quando era ancora più che benestante. Dagli interrogatori che il pubblico ministero Ciro Caramore sta conducendo in queste ore (a una sua intuizione si deve la scoperta dell’omicidio mascherato da incidente, ha infatti ordinato il sequestro dei video delle telecamere di sorveglianza nel raggio di 10 chilometri scoprendo che l’auto usata per investire frontalmente Ravasio era intestata alla compagna) emerge un quadro di assoluta sudditanza degli uomini della vita della 49enne brasiliana nei confronti della donna. Una scia di sangue lasciata lungo la strada: un primo marito assassinato in circostanze misteriose in Brasile, un secondo marito morto d’infarto a 48 anni che le ha lasciato una casa in Puglia. E poi c’è Trifone che a quanto pare viveva da recluso con lei che gli portava il cibo a casa per non fare insospettire Ravasio, il compagno ucciso, e i famigliari dell’uomo.
I riti magici
Un potere seduttivo che derivava anche dai riti magici messi in campo dalla donna seguace della religione candomblé. Riti magici che tutti temevano. Con sacrifici tra cuori e cervelli di animali. La donna, pare, essere stata molto vicina al sacerdote a capo del culto (una sorta di Papa per la religione in questione) al quale gli adepti devono offrire beni materiali ottenendo il permesso di accumularne a loro volta. E Adilma era proprietaria di una casa in Puglia, una a Mentone, una cascina, una villa a Parabiago ed era cointestataria della villa dove viveva con Ravasio. I due gemelli riconosciuti come figli dal 52enne le avrebbero garantito di ereditare un patrimonio stimato in 3 milioni di euro tra beni mobili ed immobili.
Omicidio Ravasio, il figlio della “mantide” alla guida dell’auto killer. Accanto il marito
