GALLARATE – Si è celebrato anche a Gallarate il 91esimo anniversario dell’Holodomor, la Grande carestia provocata volontariamente dal regime staliniano all’inizio degli anni ’30, quando raccolti, bestiame e sementi vennero confiscati per forzare la collettivizzazione delle terre agricole. Per le vie del centro ha sfilato la comunità ucraina della provincia di Varese.
La Grande Carestia
Ogni anno, il quarto sabato di novembre, gli ucraini sparsi in tutto il mondo si radunano in preghiera e in silenzio per commemorare le vittime dell’Holodomor, la terribile e Grande Carestia degli anni 1932 e 1933. Fu una una tragedia immane. «Qualcuno potrebbe forse ritenere che sia meglio non parlarne più, per non riaprire una vecchia ferita», ha detto padre Volodymyr Mistetrman, cappellano delle comunità ucraine di rito bizantino di Varese e Gallarate. «Ma ritengo invece che valga la pena, attraversando il tempo e lo spazio, ricongiungerci a quel dolore e a quella sofferenza; sì, vale la pena ricordare anche a distanza di 90 anni. Ricordare per vivere, ricordare per sperare, ricordare per costruire un futuro migliore. Ricordare per testimoniare la vita, la verità e la libertà».
La cerimonia
Sabato sera, poco prima dell’accensione dell’Albero di Natale, gli ucraini di Gallarate si sono radunati in preghiera e in silenzio, accendendo le candele per commemorare le vittime della Grande Carestia. «Questa sera – ha spiegato Padre Volodymyr – è difficile spendere molte parole: il pensiero di questo genocidio provoca una immediata e spontanea ribellione della mente umana, che non può concepire che si possa far deliberatamente morire di fame un’intera popolazione: oltre 7 milioni di persone sono state condannate a morte per fame». La statistica precisa delle vittime del genocidio però non la conosce nessuno. Anche perché nessuno può dire quante donne siano morte assieme ai loro figli che non erano ancora nati e che morivano nel grembo delle loro madri. «E qual era la loro colpa, da essere stati condannati a morire di fame? L’unica colpa era quella di voler essere liberi, voler parlare la propria lingua, volere essere un popolo con una propria cultura e storia. E tutto ciò, paradossalmente, è accaduto in un paese dove di cibo ce n’era in abbondanza, tanto da essere considerato il Granaio d’Europa».
Morti di fame
In un arco di tempo di 18 mesi, ossia dall’aprile del 1932 al novembre del 1933, morirono di fame milioni di ucraini. Sette mesi prima dell’inizio di Holodomor ci furono 923 rivolte popolari. Questo genocidio fu preceduto da 5.000 rivolte contadine (un milione di persone coinvolte). Dopo queste rivolte il regime di Stalin si scagliò con ferocia contro un intero popolo. In quel periodo morivano di fame mille persone ogni ora. Nel giro di due giorni è come se fossero sparite dalla faccia della terra tutti i cittadini di Gallarate.
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Gallarate Holodomor grande carestia – MALPENSA24
