ROMA – I sindaci di Varese, Busto, Gallarate, Legnano e Saronno “guadagnano” qualche mese in più di amministrazione. Tutte le grandi città, ma anche gli altri Comuni che sono andati al voto, chi nel 2020 e chi nel 2021 (sempre nel secondo semestre), infatti, torneranno alle urne, rispettivamente, nella primavera del 2026 e in quella del 2027. Lo slittamento di qualche mese era nell’aria e se ne parlava da tempo. Ora è ufficiale con una circolare del Ministero dell’Interno.
Slitta il voto
Mandati più lunghi di qualche mese anche per Somma Lombardo e Luino (andrà al voto nel 2026) e per Caronno Pertusella, Fagnano Olona, il cui rinnovo di sindaco e consiglio andrà al 2027. Non Castellanza che ha rinnovato il sindaco nel 2021, ma andrà al voto nella prossima primavera dopo la morte di Mirella Cerini. Ecco nel dettaglio i Comuni che subiscono lo slittamento.
I Comuni che hanno votato il 20 e 21 settembre 2020 in provincia di Varese sono: Casorate Sempione, Gemonio, Golasecca, Gorla Maggiore, Laveno Mombello, Lonate Ceppino, Luino, Masciago Primo, Origgio, Saronno e Somma Lombardo. Quelli dell’Altomilanese sono Legnano e Parabiago.
I Comuni che hanno votato nell’ottobre 2021 sono: Albizzate, Barasso, Besano, Brenta, Brezzo di Bedero, Busto Arsizio, Cadegliano Viconago, Cairate, Caronno Pertusella, Casale Litta, Cislago, Cittiglio, Clivio, Cocquio Trevisago, Comerio, Cremenaga, Cuasso al Monte, Cugliate Fabiasco, Fagnano Olona, Daverio, Gallarate, Inarzo, Lavena Ponte Tresa, Leggiuno, Luvinate, Montegrino Valtravaglia, Oggiona con Santo Stefano, Porto Ceresio, Saltrio, Varese, Vergiate. Quelli dell’Altomilanese: Nerviano, Dairago e Villa Cortese.
La circolare del Ministero recita così: In conclusione, considerato che il mandato quinquennale dei Comuni in questione si esaurisce nel secondo semestre 2025, nel caso di elezioni tenutesi nel 2020, e nel secondo semestre del 2026, per le elezioni tenutesi nel 2021, il rinnovo di quegli Enti dovrà rispettivamente svolgersi nella finestra temporale ordinaria del 15 aprile – 15 giugno dell’anno successivo al compimento del quinquennio e, quindi: nella primavera del 2026 per i Comuni che hanno votato nel secondo semestre del 2020 e nella primavera del 2027 per i Comuni che hanno votato nel secondo semestre del 2021.
