Busto, vigile accusato di aver finto aggressione: assolto per insufficienza di prove

BUSTO ARSIZIO – E’ stato assolto con la vecchia formula dell’insufficienza di prove (articolo 530 cpp secondo comma) l’agente del comando di polizia locale di Busto Arsizio accusato di falso, simulazione di reato, truffa ai danni di un ente pubblico e interruzione di pubblico servizio.

Assolto in primo grado

Secondo l’accusa, che aveva chiesto una condanna a due anni, l’agente avrebbe simulato un’aggressione mai subita. Il Comune di Busto, rappresentato dall’avvocato Riccardo Piga, si era costituito parte civile chiedendo un risarcimento pari a 11mila euro tra danni patrimoniali e d’immagine. Oggi, lunedì 9 dicembre, il giudice del tribunale di Busto in costituzione monocratica Cristina Ceffa ha assolto l’imputato che si è sempre dichiarato innocente testimoniando, nel corso del suo esame, di essere stato spinto da dietro e buttato a terra ma di non sapere da chi.

Gli accertamenti eseguiti dalla polizia locale bustocca non avevano trovato traccia dell’aggressione segnalata, i filmati delle videocamere della zona di via Travelli, dove l’agente aveva collocato l’aggressione il primo febbraio 2022, mostravano l’imputato prima tranquillo poi intento a compiere quelli che, per l’accusa, erano atti autolesionistici (con viso sfregato contro una colonna e ginocchio battuto contro un muro). Il giudice oggi ha deciso diversamente, le motivazioni della decisione di primo grado saranno depositate entro 15 giorni. Non è escluso che la sentenza possa essere impugnata in secondo grado. 

Busto, simulò aggressione: chiesti due anni per agente della Polizia locale

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