MALPENSA – «Tre parole basterebbero per ridurre il rumore: no voli notturni». Un problema ben noto a chi vive a sud dell’aeroporto di Malpensa, l’area interessata ai decolli quando il sole cala. È il tema che più ha animato la seconda assemblea pubblica per discutere i risultati e gli scenari della sperimentazione delle nuove rotte, convocata ieri – 9 dicembre – a Lonate Pozzolo. Test che, come già emerso durante l’incontro con i Comuni a nord dell’aeroporto, offre un esito complessivo positivo in merito al numero di persone esposte all’impatto acustico. Con una serie di particolari – ed è stato ribadito – che nei prossimi mesi dovranno essere aggiustati. Focus su Nosate, «investita» – il termine usato da Sea – dalla sperimentazione. Motivo che porterà a disegnare e testare una nuova Sid.

I voli notturni
Una rapida presentazione da parte del vicesindaco lonatese Andrea Colombo, che poi ha lasciato spazio al confronto fra il pubblico e i tecnici Sea ed Enav. Proprio un cittadino ha aperto il dibatto sul tema clou delle rotte notturne: «Il nostro Comune è maggiormente esposto, la notte il disagio è notevole». A Massimiliano Di Monte, direttore di Enav, il compito di fare chiarezza. Partendo dal fatto che, quest’estate in modo particolare, «siete stati più penalizzati». Il riferimento va «ai lavori di manutenzione straordinaria che ha portato a sfruttare principalmente la pista di sinistra a sud – la 17L – invece che quella più lontana – la 17R – che è in genere più utilizzata». Ricordando, inoltre, che di notte non c’è l’alternanza delle piste per i decolli, a differenza di quanto accade di giorno (con la 35R e la 35L).

La sperimentazione
In ogni caso, la sperimentazione presenta una diminuzione generale delle persone esposte al rumore, valutando come limite i 55 decibel. La precisazione di Mattia Grampella (Sea): «Queste persone non è che non hanno più aerei che passa sopra le loro teste, ce li hanno. Semplicemente l’esposizione si abbassa, con un effetto che si riverbera e porta benefici anche ai livelli più bassi». Mentre Giorgio Medici, responsabile dell’area ambiente Sea, ha riepilogato le azioni anti-rumore. Come l’esclusione dal periodo notturno degli aeromobili più inquinanti da un punto di vista acustico, l’implementazione di un piano tariffario che consideri i temi ambientali, la definizione del piano di contenimento e abbattimento del rumore, un sistema di verifica e analisi del rispetto delle rotte (multando chi non le rispetta).

Le reazioni in sala
Diversi gli interventi dalla sala. Come Walter Girardi, dell’associazione Viva Via Gaggio: «Ci vuole un limite massimo. Abbiamo tolto il problema a un certo numero di persone. Ma se un domani i voli aumentano, questi aerei dove li facciamo passare?». E ancora: «La sperimentazione non sarà in grado di diminuire il rumore aeroportuale. Inoltre, c’è da mettere mano seriamente e presentare un’indagine che dimostri come in questo decenni l’inquinamento acustico abbia influito sulla salute delle persone». Così Massimo Uboldi, di Unicomal: «Malpensa deve cominciare a ragionare sul fatto che ha dei limiti. Non capisco dove si voglia arrivare».
Da parte dei sindaci seduti al tavolo, Alessandro Ferrazzi (Samarate) ha chiesto per lo più chiarimenti di carattere tecnico. Mentre Roberto Colombo (Castano Primo, unico Comune dell’Alto Milanese presente), oltre a dirsi «favorevole» alla sperimentazione, ha espresso «solidarietà» nei confronti della vicina Nosate. Chiedendo che si compiano azioni per «sgravare» il paese dall’impatto del rumore. E per la quale si andrà a sperimentare, infatti, una nuova rotta dalla prossima estate. Dal fronte di Lonate, il vicesindaco Andrea Colombo ha condiviso il test, sottolineando la necessità a migliorare alcuni dettagli. Assente Ferno.

Uniti e Liberi all’affondo
In sala era presente anche Nadia Rosa, capogruppo dell’opposizione lonatese Uniti e Liberi. Che a margine dell’incontro ha diffuso una nota in cui prende posizione: «La serata, alla prova dei fatti, è risultata pressoché inutile». Un incontro organizzato «tanto per fare e per togliersi il pensiero». E ancora: «Quella che è mancata è la parte politica che, anche sollecitata dal pubblico, non ha saputo dare un contributo alla discussione o, meglio, non ha saputo dire nulla». Ecco l’intervento:
Dopo il saluto iniziale, Carraro è rimasta tutta sera in silenzio, un po’ distratta e annoiata, un po’ annuendo a casaccio. Il vicesindaco Colombo, al suo fianco, ha presentato, leggendole male, le slide con i risultati della sperimentazione delle rotte che si è svolta negli scorsi mesi. Era chiaro a tutti i presenti che non capiva quello che stava leggendo: dati e termini tecnici ripetuti a pappagallo.
È certamente un argomento complesso e proprio per questo ci si aspettava dall’amministrazione una spiegazione ai profani di quale fosse l’impatto su Lonate e quale fosse stato il contributo lonatese in commissione aeroportuale. I tecnici di Sea ed Enav hanno svolto il proprio ruolo interloquendo con il pubblico che ha posto loro dubbi e domande.
Alla fine quella che è mancata è proprio la parte politica che, anche sollecitata dal pubblico, non ha saputo dare un contributo alla discussione o, meglio, non ha saputo dire nulla. Il sindaco di Castano Primo ha parlato, anche per gli assenti Turbigo e Nosate e quello di Samarate ha posto alcuni argomenti sul tavolo. Lonate non pervenuta, se non per dire che è favorevole alle nuove rotte purché si modifichino a favore di Nosate (!).
Al termine della serata tra il pubblico ci si chiedeva quali sono le conoscenze e le competenze di chi si trova a decidere del destino di noi lonatesi.
Alla fine il risultato è una serata poco utile, organizzata tanto per fare e per togliersi il pensiero. Chi non c’era, forse perché non ha fatto in tempo a sapere dell’appuntamento, non si è perso granché.
Nonostante la serata si sia svolta a Lonate, di Lonate e delle rotte verso sud non si è parlato molto. Ci auguriamo che l’amministrazione lonatese faccia sentire la sua voce in Commissione Aeroportuale, oltre che per tutelare Nosate, anche per chiedere che non venga più utilizzata la pista 17L per i decolli notturni (decolli verso sud sulla pista più vicina al centro abitato). Alla domanda posta dal nostro capogruppo Nadia Rosa non sono arrivate risposte completamente rassicuranti. L’obiettivo deve essere l’utilizzo solo residuale di questa pista, in caso di necessità. Il 20% di utilizzo che è stato indicato come percentuale obiettivo non è accettabile.
In conclusione, la serata non ha certo esaurito gli argomenti di cui parlare riguardo all’aeroporto. Non può certo essere questa l’unica serata pubblica lonatese sul tema. Bene ha fatto il sindaco di Ferno a non partecipare e ad organizzarne una propria, sottolineando la necessità di trattare l’argomento con una visione più ampia.
Nuove rotte di Malpensa, Ferno diserta l’assemblea: «I tempi non sono maturi»
Rotte di Malpensa, il confronto a Somma. Sea: «Soddisfatti». Dubbi dai comitati
