Rotte di Malpensa, il confronto a Somma. Sea: «Soddisfatti». Dubbi dai comitati

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SOMMA LOMBARDO – «Questo risultato porta benefici misurabili? Sì. Può funzionare? Sì. Basta? No, non ci si deve fermare qua. Si parla di ridisegnare ciò che ancora non va bene, lavorare per fare di più». In linea generale, però, la sperimentazione delle nuove rotte di Malpensa offre «uno scenario che ci soddisfa». Parole di Giorgio Medici, responsabile dell’area ambiente Sea, presente questa sera – 5 dicembre – nella sala polivalente di Somma Lombardo per l‘assemblea pubblica convocata per raccontare i risultati del test. Un tema che ha fatto molto discutere negli ultimi mesi. Soprattutto i comitati più agguerriti che, anche in questa occasione, non si sono tirati indietro tra provocazioni, dubbi, domande e timori.

I risultati ufficiali

L’incontro pubblico è stato convocato dai Comuni che si trovano a nord dell’aeroporto: Somma, appunto, con Casorate Sempione, Cardano al Campo e Arsago Seprio. Proprio il sindaco sommese Stefano Bellaria ha avuto il compito di presentare gli ultimi mesi – dal 17 aprile al 30 settembre – di sperimentazione delle nuove rotte, ricordando i motivi che hanno spinto ha individuare nuove soluzioni («Ridurre il numero di persone esposte ai livelli più alti di rumore» e «minimizzare i sorvoli dei centri abitati per limitare il disturbo»). Ma ha anche presentato i risultati finali, utilizzando i dati ufficiali di Arpa. Per la pista di destra – la 35R – le soluzioni individuate prevedono «due modifiche dei parametri di salita». Mentre per la pista di sinistra – la 35L – ci sono «due scenari con riorientamento delle attuali track, con una slittamento verso ovest». Infine, per la parte a sud – 17R e 17L – emerge la «ridefinizione completa dello spazio aereo, con rimodulazione delle track attuali con indirizzamento più a sud delle direttrici e l’inserimento di una nuova Sid».

Per l’area a nord, facendo una comparazione fra il 2023 e il 2024, il numero dei cittadini esposti – prendendo come limite i 55 decibel – si è ridotto di 1810. La zona che include Somma, Arsago e Casorate «ha dato esiti positivi, salvo la possibilità di alleggerire la track 356». Nella zona a nord-ovest, su Somma Bassa, «il numero il numero di persone esposte è migliorato». Ma resta da «scaricare la 318», oltre a «ridurre la dispersione sulla track 278».

Poi, ha sottolineato ha più riprese Bellaria, «si è scelto di ripristinare il sistema ante-sperimentazione, per analizzare i tre singoli scenari e capire cosa mantenere o modificare». In sintesi: «Ragionare su come migliorare alcuni dati, senza aggravare le condizioni di altri cittadini». Operazione che richiederà circa 3 o 4 mesi.

Le voci di Sea e Enav

In sala erano presenti anche le voci più tecniche. Il direttore di Enav, Massimiliano Di Monte, ha precisato che «la rotta 303 non è la stessa e molto discussa del 1999, oggi è più una 305 se vogliamo fare un paragone». Inoltre, ha ricordato che «per noi l’obiettivo principale è la sicurezza aeroportuale, impegnandoci per rispettare tutto ciò che viene condiviso in Commissione come la suddivisione dei voli sulle piste e il rispetto degli orari». Soprattutto in merito ai voli notturni, in cui si prevedono decolli solo da sud: «Ci sono casi in cui vengono spostati a nord, ma c’è sempre una motivazione che va ben oltre il rumore». Come per esigenze meteorologiche o, appunto, per questioni di sicurezza.
Medici, di Sea, ha invece ricordato che «il miglior strumento aeroportuale di limitazione del rumore è la zonizzazione. E anche se ci sono delle spinte da un punto di vista della domanda, restano dei limiti che non possono essere superati». I dettagli dei tecnicismi sono stati spiegati anche da Mattia Grampella, di Sea.
I dati, comunque, vengono definiti buoni dagli addetti ai lavori perché il rumore è complessivamente diminuito sull’area .

I comitati ribelli

Differenti le reazioni della sala. Come nel caso di Silverio Colombo, presidente del comitato Vivere Coarezza, fra i più agguerriti nella lotta contro la sperimentazione. «Nessuno si lamentava prima, poi c’è chi ha deciso di spostare i benefici su alcune persone a discapito di altre. Noi ci siamo presi cura della frazione e come risposta sono arrivati gli aerei. Stiamo tornando indietro di 25 anni. La vita da noi è insopportabile, andremo avanti con le nostre battaglie». Che sono state nuovamente elencate, a partire dalle azioni legali effettuate. Come l’esposto depositato in procura. Al suo fianco, infatti, presente l’avvocato Laura Bordonaro: «Ad oggi la situazione precedente alla sperimentazione non c’è. Non sono stati rispettati determinati orari, ci sono state violazioni di altre norme e ci sono stati superamenti a livello acustico», è la sua posizione.

I timori del futuro

Poi, gli interventi più nel dettaglio. Così l’architetto Jimmy Pasin: «Mentre ci si batte sulla questione di dove passano gli aerei, ci si dimentica della battaglia di quanti ne passeranno nei prossimi anni. L’errore della sperimentazione è sul numero di abitanti esposti: se spostiamo i voli dove ci sono meno cittadini, per forza si riduce l’esposizione. Ciò che bisogna fare è decidere quanti movimenti devono esserci e quanti decolli sulle nostre teste». Ha aggiunto Daniele Porrini, del comitato di Casorate: «Solo il territorio decide la compatibilità ambientale dell’aeroporto. Non il contrario. Questo per una volontà politica che oggi manca. Sarebbe il caso che i sindaci la riprendessero in mano». Per Massimo Uboldi, di Unicomal, «essere soddisfatti per un minor disturbo a 1810 abitanti mi sembra riduttivo in un territorio così ampio».

Rotte di Malpensa, ecco l’assemblea pubblica. Tutti i dati presentati a Somma

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