MALPENSA – Arrivano i primi dati ufficiali sulla sperimentazione delle nuove rotte di Malpensa. Sono stati presentati da Arpa ieri – 24 settembre – in Commissione Aeroportuale, mostrando un margine di miglioramento rispetto alle condizioni precedenti al test. Si tratta chiaramente di un risultato parziale, quindi un’indicazione della strada da percorrere in attesa di stabilire uno scenario definitivo. Il punto di svolta, infatti, arriverà al prossimo tavolo (già segnato in calendario per il 17 ottobre), quando verranno comunicati i dati conclusivi della sperimentazione.
Il prossimo step
A partire dai dati del 17 ottobre si baserà quindi la scelta definitiva. Che non avverrà attraverso una votazione da parte dei sindaci del territorio o degli enti che sono coinvolti nella sperimentazione delle nuove Sid: con la prossima Commissione Aeroportuale, arriveranno solamente le comunicazioni dei risultati finali. Da lì, è previsto un lasso di tempo che sarà dedicato a tutte le riflessioni del caso, per capire se e quali modifiche effettuare a fronte dei numeri registrati in questi mesi. Per farlo, si dovrà tenere conto sia dei dati che riguardano la pista di sinistra, sia quelli in riferimento alla pista di destra. Oltre ai decolli verso sud. Poi, verranno convocate assemblee e incontri per informare i cittadini.
L’impatto del rumore
Ieri, intanto, i sindaci del territorio hanno avanzato nuove richieste legate al rumore degli aerei e al loro impatto sui centri abitati. Infatti, per calcolare l’indice di Lva, Arpa ha preso come riferimento la settimana in cui si è registrato il maggior traffico aereo durante il periodo della sperimentazione. E l’ha messo a rapporto con la settimana che ha visto il più alto numero di voli del 2023. Questo per capire la massima incidenza dell’inquinamento acustico, valutare il disagio e quindi capire il numero di persone esposte dai 60 decibel in su (il limite previsto dalla normativa). Gli amministratori locali hanno voluto andare oltre, per avere anche i dati che si attestano dai 55 decibel in su: l’obiettivo è capire se c’è stato un miglioramento anche sulle fasce inferiori, abbassando i livello d’impatto acustico su una fetta più ampia della popolazione esposta.
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