Bagarre in consiglio sul caso Sabba, il sindaco lo assolve e annuncia il cambio di un assessore

BUSTO ARSIZIO – Assolto. Per la seconda volta. Il caso Sabba approda in consiglio comunale e a portarlo in sala esagonale è un’interrogazione firmata da tutti i gruppi di maggioranza. I quali nel documento hanno chiesto ufficialmente di sapere se, in caso di incompatibilità, l’attività del consigliere abbia inficiato gli atti pubblici. Ma la notizia non è tanto l’assoluzione, fondata solo sulla buonafede garantita dal sindaco e ribadita dallo stesso, bensì l’annuncio di Antonelli di non aver concluso il rimpasto di giunta: «Ho cambiato quattro assessori? E quindi? Anzi, vi dico che ne cambierò ancora uno». Il primo cittadino non dà indicazioni, ma nell’aria gira già il nome del prossimo agnello sacrificale. Chissà cosa diranno le segreteria dei partiti di maggioranza. Intanto occore dire che il caso Sabba non è chiuso: nel prossimo consiglio arriverà la mozione di sfiducia verso l’assessore al Commercio firmata da tutti i consiglieri di opposizione.

Antonelli show

E’ un sindaco in formato Grinch, lo spiritello che odia il Natale, quando nel difendere a spada tratta il suo assessore martella l’avvocat0 Cornacchia definendolo «l’espertone» che però non ne azzecca mai una e ancora «il sedicente  esperto che, sulla questione, come tanti, ha parlato a vanvera». Ma non solo. Legnata anche a Gigi Farioli: «E’ all’opposizione, e a questo punto, spero che rimanga lì. Anche perché ha subito imparato dai suoi “compagni” ed è diventato di colpo giustizialista». Finito? Macché. Il Grinch Antonelli martella tutte le minoranze in un colpo solo quando afferma: «Chi lavora sbaglia» e aggiunge con un tono tra l’ironico e lo sprezzante: «Ma voi avete mai lavorato?». Per non parlare del duello a doppio microfono aperto con il consigliere Cascio e con un presidente del consiglio (Laura Rogora) in evidente imbarazzo e in grande soggezione nel riprendere il debordante primo cittadino che non ammette repliche nel voler mantenere aperto il microfono. Quisquilie, se tutto ciò accadesse al bar e non in sala consiglio e su un tema dove si confonde ruolo istituzionale con la Festa del perdono istituita da Pio II nel 1459. Ma diciamola tutta. Il signor sindaco regala ruvide carezza anche a Malpensa 24, dimostrando ancora una volta di essere un fedele lettore. A indispettirlo, questa volta, una lettera  – pubblicata senza firma su richiesta dell’estensore – e addebitata erroneamente «al solito direttore Coronetti».

E il resto della maggioranza? Parlano tutti, in sostanza: Forza Italia, con Orazio Tallarida che legge il testo dell’interrogazione; Fratelli d’Italia con Paolo Giminiani e Francesco Attolini che (a dire il vero) dribbla l’argomento – «Io faccio un altro lavoro» – e attacca il collega d’opposizione Cascio impartendo una lezione di coerenza. Tacciono i consiglieri della Lista Antonelli. Ma soprattutto fa rumore il silenzio della Lega, che firma l’interrogazione, ma non dice nulla. Silenzio assenso o imbarazzo?

Non lo sapevo

Andiamo con ordine però nel raccontare un finale di seduta consigliare sonnolenta fino al caso Sabba. Il quale ha parlato per la prima volta della sua questione. «Mi sono reso conto a fine settembre di questa incompatibilità poiché ero convinto di essere a posto. E mi sono subito mosso per rimuoverla. E’ stato un mio errore aver dato per scontato. Il contratto è scaduto a settembre, c’è una proroga tecnica per non lasciare un vuoto di gestione, ma ora c’è un nuovo bando. Da parte mia non c’è stata alcuna malafede, non ho mai fatto richieste di contributo o patrocinio al Comune. Anzi, credo di aver risollevato un’area delle città. Il mio silenzio? Gli uffici stavano facendo il loro lavoro e per rispetto e correttezza ho preferito non dire nulla».

Bacchettate a destra e a manca

I passaggi più frizzanti del sindaco Antonelli: «Mi spiace che nell’ufficio di presidenza ci siano stati problemi sul fatto che sia stata la maggioranza a presentare questa interrogazione. Significa che alle minoranze non interessa quello che dirò. Ma io lo dico lo stesso. Anche per chiarire in consiglio questa vicenda. Ho letto tante dichiarazioni, anche quelle di un ex presidenze del consiglio, sedicente esperto di diritto che come tanti ha parlato a vanvera». 

Il primo cittadino ripercorre l’intera vicenda, fino alla nomina dell’assessore. «Nel mese di settembre quindi Sabba non aveva alcuna incompatibilità con la nomina da assessore. Quindi l’espertone di diritto (Cornacchia ndr) ignora la differenza tra incompatibilità e incandidabilità. Io non ho assolto nessunoo. Ammesso e non concesso che ci fosse incompatibilità durante il suo mandato consigliare non è stato commesso alcun illecito».

Cattiva politica

Santo Cascio chiede il passo indietro di Sabba. «E’ una discussione imbarazzante, anche se l’assessore ha finalmente dato una risposta. Però vorrei dire che qui nessuno crede che Sabba abbia commesso illeciti pecuniari, ci mancherebbe. Ma se nel mandato da consigliere era incompatibile, restituisca i gettoni di presenza. E ancora, ricordo il caso di Patrizia Testa, incompatibile, che con sofferenza ha lasciato il ruolo di consigliere. Ecco perché non si può liquidare con un “Sabba si è rivolto dal commercialista sbagliato”. Sabba ha sbagliato, faccia un passo indietro. Signor sindaco, non lo può giustificare. Quello che sta dando è un messaggio di cattiva politica».

La consigliera Giuseppina Lanza ha dichiarato che «oggi si sta creando un precedente che potrebbe diventare pericoloso». Maurizio Maggioni, PD: «La difesa del sindaco è inaccettabile perché non difende la figura di Matteo Sabba, che avrebbe dovuto dare notizia di cessazione da qualsiasi ruolo che ricopriva nelle società private. Da amici e tra amici si può pensare alla buonafede, ma qui non siamo tra amici, qua abbiamo un ruolo istituzionale che dobbiamo garantire davanti ai cittadini. L’interrogazione? Pone una domanda che presuppone una profonda ignoranza. Il problema semmai è la coerenza a essere in discussione». Valentina Verga, PD: «Dalla risposta del sindaco emerge che l’incompatibilità c’è stata ed è durata anche parecchio tempo. Le norme si rispettano. In caso contrario, la buonafede è irrilevante».

Passa il bilancio di previsione

Il bilancio di previsione triennale passa con i voti della maggioranza, l’astensione di Luca Castiglioni (Busto al centro); Gigi Farioli e Giuseppina Lanza (Popolo, Riforme e Libertà) e di Emanuele Fiore (Gruppo Misto) e il voto contrario del PD e del consigliere Santo Cascio (Progetto in Comune).

Busto meglio di Varese

Cinzia Berutti (PD) pungola e il sindaco risponde. Assestando la stoccata politica. La consigliere dem, a proposito dell’aliquota Irpef, mette in evidenza che a Busto il limite dei redditi “fragili” è fissato a 15 mila euro annui. «Oltre – dice in sostanza Berutti – tutti pagano il massimo». La replica di Antonelli: «Credo che si debba fare un raffronto tra Comuni che hanno il medesimo numero di cittadini. Prendiamo Varese – dice il sindaco – lì l’esenzione è fino a 8 mila euro. Ecco, potrei dire che anche in questo caso il centrodestra, vedi Busto, è più vicino ai problemi della gente rispetto al centrosinistra che governa Varese».

busto sabba antonelli – MALPENSA24
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